Il Tirreno

Prato

arte in centro

Si chiama "Shy" l'uomo di ghisa alto quattro metri in piazza del Duomo

Riccardo Tempestini
La scultura Shy davanti alla statua di Mazzoni in piazza del Duomo
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La scultura Shy davanti alla statua di Mazzoni in piazza del Duomo

La scultura, che resterà al centro della piazza per sei mesi, è stata dall'artista inglese Antony Gormley collegato in streaming con Prato

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PRATO. “La città della contemporaneità”. Ecco l'obiettivo del percorso partecipativo sulla circolarità iniziato fin dal 2015. Lo ha ricordato l'assessore all'urbanistica Valerio Barberis presentando ieri nel salone comunale, la scultura “Shy” di Antony Gormley, allestita per i prossimi 6 mesi in piazza del Duomo. «Prato si conferma capitale italiana della contemporaneità con un artista di livello mondiale – ha ribadito il sindaco Matteo Biffoni – nonostante il periodo cupo che stiamo vivendo».

Poi è toccato a Lorenzo Bini Smaghi, presidente della Fondazione per le arti contemporanee in Toscana, spiegare come sia partito dal cda del Centro Pecci l’invito all'artista inglese ad installare nel centro di Prato l’opera: «Una provocazione e uno stimolo intellettuale, come segnale di apertura del museo verso la città che continuerà con il riposizionamento della grande installazione di Fausto Melotti».

Opera che è finita dei depositi dopo il rifacimento di un parcheggio sulla Declassata. Dopo l'annuncio dell'assessore alla cultura Simone Mangani di una prossima serie di iniziative collegate all'intervento in piazza del duomo, Mario Cristiani, presidente di Arte Continua di San Gimignano, galleria di riferimento dell'artista, insieme allo stesso Antony Gormley, in diretta web dal suo studio di Londra, hanno spiegato l’opera e il significato del suo dialogo con la città.

«Realizzata con 3.600 kg di ghisa, e alta 4 metri, Shy porta in una piazza del XVIII secolo i materiali e i metodi della rivoluzione industriale. L'artista utilizza la dimensione per attivare lo spazio e invitare chi ne è partecipe a prendere coscienza della propria posizione, costantemente in movimento nello spazio e nel tempo. Sfruttando una struttura architettonica semplice, Shy vuole evocare la timidezza nella sua stessa esposizione».

E da Londra è arrivata via diretta web la promessa del 70enne Antony Gormley «di conversare con i cittadini di Prato, appena terminerà l'emergenza Covid, su una scultura che dura mille anni , anche per chi viene dopo di noi». Per chiudere ringraziamenti a Confindustria, Cna e Confartigianato per il supporto alle attività didattiche previste per i prossimi mesi dal Centro Pecci a partire dall'opera di Gormley

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