Gioco
Stremao consegna pacchi alimentari per tirare avanti fino a 40 giorni
prato. Da mesi, per molti pratesi è difficile avere da mangiare tutti i giorni. Anche se le statistiche ancora non lo dicono, sale la povertà in città, soprattutto tra i disoccupati e nelle famiglie monoreddito. Il Natale 2020, quello del Covid-19, non sarà uguale a quello degli anni scorsi che, seppur con tanta crisi sulle spalle, voleva riaccendere le luci delle feste. All’associazione Stremao, che ha sede e magazzino a Bagnolo di Montemurlo, lo sa bene chi da tempo si sta dando da fare nell’aiutare gli altri. In questi giorni sono almeno 5 o 6 i box alimentari da 60 chili che vengono consegnati ogni giorno anche a domicilio.
«Non sono numeri piccoli – dice Francesca Squilloni, anima dell’organizzazione no-profit– Le persone in condizioni veramente difficili stanno crescendo moltissimo. Rispetto al Natale di un anno fa le richieste di alimenti, ma anche di coperte o scialle di lana, sono triplicate». Nel box di alimenti si trova l’indispensabile: 8 chili di pasta, 7-8 chili di passata di pomodoro, scatolette, farina e tutto quello che è stato deciso da un nutrizionista per il sostentamento di due persone in 30-40 giorni. A volte, a seconda delle donazioni, nei box alimentari vengono messe anche cioccolatini. Poi c’è la gara, silenziosa ma forte, della solidarietà di chi non vuole apparire. «Adesso abbiamo molti giocattoli nuovi per i bambini donati da privati e li porteremo ai più piccoli» prosegue Francesca Squilloni.
Il Comune di Prato intanto sta dando finanziamenti alle associazioni che si occupano degli aiuti. Il fine è quello di aiutare chi è in seria difficoltà economica e supportare l’amministrazione pubblica. Storie di un ceto medio e di una piccola borghesia che sta andando sotto la soglia della povertà. «Covid o non Covid, da noi viene meno la fascia media. Abbiamo un aumento di richieste, siamo passati dai 170 ai 200 pasti giornalieri, la sala mensa è chiusa per precauzioni sanitarie e diamo i pasti nel sacchetto. A Natale aggiungeremo un piccolo panettone» dice Elena Pieralli, presidente dell’associazione La Pira che segue la mensa dei poveri di Prato. Sono, invece, passate da 950 a 1.350 le tessere alimentari della Caritas diocesana, un aumento quasi del 50%, da marzo ad oggi. «Come Caritas con il progetto “Samaritano” abbiamo erogato già 100mila euro per il pagamento di bollette e affitti alle persone che hanno perso il lavoro o non hanno ricevuto alcun ammortizzatore sociale. C’è un aumento altissimo di richieste, preoccupante dello scenario che stiamo affrontando in tempo di pandemia» commenta Idalia Venco, punto di riferimento della Caritas. —
Alessandro Formichella
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google