Gioco
Sotto l’albero 500 euro di buoni spesa
Il regalo che ha commosso i 62 dipendenti del Lanificio dell’Olivo. «C’è crisi ma non rinunciamo al welfare aziendale»
prato. Grazie, ed è subito Natale. Un Natale di generosità e solidarietà. La commozione è stata tanta quando gli operai del Lanificio dell’Olivo hanno bussato all’ufficio dell’amministratore delegato: volevano ringraziare del dono ricevuto. Anche il numero uno del Lanificio dell’Olivo, Fabio Campana, si è commosso.
«Siete stati meravigliosi, non ce lo aspettavamo», è stata la reazione di alcuni operai di fronte a quel regalo inatteso. Niente cene aziendali, niente strenne. Per Natale il dono dell’azienda che produce filati fantasia dal 1947 si è materializzato in una busta con un bel blocchetto di 25 buoni da 20 euro ciascuno. Tradotto: 500 euro di acquisti a testa per i 62 dipendenti impiegati nello stabilimento di Capalle. Un investimento in welfare aziendale di oltre trentamila euro per niente scontato in un momento in cui tutto il distretto tessile viaggia con il freno a mano tirato: come tante altre aziende, il Lanificio dell’Olivo sta ricorrendo alla cassa integrazione a rotazione. Un giorno alla settimana, nella speranza che gli ordini tornino a sorridere con la prossima collezione invernale.
«Gli ammortizzatori sociali comportano una riduzione di entrate e capacità di spesa per le famiglie, per questo abbiamo pensato a un’importante azione di welfare aziendale – racconta l’ad Fabio Campana - Il riscontro è stato positivo: i lavoratori hanno percepito la “protezione” dell’azienda in un momento complicato. La nostra è una realtà sostenibile a 360 gradi, siamo una comunità fatta di persone. Persone al centro della nostra visione aziendale sostenibile».
I buoni acquisti potranno essere spesi nei supermercati, in catene della grande distribuzione, persino sui circuiti on line. Il produttore di filati non è nuovo a questo tipo di azioni: da anni è impegnato con il programma “Olivo Educational” per dare un sostegno ai figli dei dipendenti in età scolare e universitaria per l’acquisto di materiale didattico. Tornando al Natale, quello che il Lanificio dell’Olivo spendeva per le strenne destinate a clienti, collaboratori e fornitori è stato destinato alle attività principali dell’ospedale pediatrico di Firenze: una donazione alla Fondazione Meyer a sostegno della ricerca scientifica. Generosità che scalda il cuore mentre s’intravedono segnali positivi per la ripresa del settore filati fantasia.
Il Lanificio dell’Olivo si accinge ad archiviare un 2020 con una perdita di quasi il 30% di fatturato. «Siamo di fronte una tempesta perfetta – conclude Campana – I consumi dell’abbigliamento sono al palo: azzerate le possibilità di viaggi e di occasioni sociali. Il filato fantasia più “spinto” è il più penalizzato: i clienti non hanno voglia di rischiare. Per questo, nell’ultima collezione presentata, abbiamo scelto di rafforzare il servizio». —
Maria Lardara
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
