Toscana
Accusato di stalking si presenta in aula con un assegno da un euro
Era stata la parte civile a chiedere un risarcimento simbolico, ma le modalità con le quali è stato offerto sono state ritenute "oltraggiose". L'imputato è stato condannato senza la sospensione condizionale
PRATO. L'imputato non ha mai ammesso le sue responsabilità e non ha mai chiesto scusa, ma il suo avvocato difensore si è presentato in aula con un assegno di un euro, a titolo di risarcimento. Questa la scena che si è presentata martedì 15 nell'aula al terzo piano del Palazzo di giustizia davanti al giudice Carlo Cataudella, che doveva decidere su un caso di atti persecutori da parte di un ex buttafuori nei confronti della sua ex fidanzata. L'imputato alla fine è stato condannato a un anno e 10 mesi di reclusione, senza la sospensione condizionale della pena.
Erano stati gli avvocati di parte civile Alberto Rocca e Rachele Santini nel corso del processo a chiedere un risarcimento simbolico di un euro, per sgombrare il campo dall'ipotesi che la parte lesa cercasse soldi e non semplicemente giustizia. Ma le modalità con le quali è stato presentato l'assegno sono state ritenute "oltraggiose" dall'avvocato Rocca e dalla sua collega Santini. Anche perché la parte civile aveva chiesto che l'imputato potesse avere la sospensione condizionale della pena a condizione di intraprendere un percorso psicologico per capire dove aveva sbagliato. Invece l'ex buttafuori non ha mai chiesto scusa e si è giustificato dicendo che aveva pedinato più volte la sua ex fidanzata senza nessuna cattiva intenzione. In realtà presto dovrà comparire di nuovo davanti al giudice per rispondere dell'accusa di lesioni: aver picchiato un amico della sua ex dopo averli trovati insieme.
La denuncia da cui è nato il processo è stata presentata nel mese di aprile e i fatti contestati sono accaduti nel periodo compreso tra gennaio e luglio. E' stato dunque un processo lampo quello che si è concluso martedì in Tribunale. L'ex buttafuori era accusato di aver spiato e pedinato costantemente la ex fino a picchiare con un manganello un suo amico. Il pubblico ministero Massimo Petrocchi aveva chiesto una condanna a due anni e tre mesi.
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