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Aggressione alla coinquilina, l’accusa è tentato omicidio
Si aggrava la posizione del giovane di 24 anni che è stato arrestato dai carabinieri Aveva puntato un coltello alla gola della ragazza che rifiutava le sue avances
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Si è aggravata la posizione del nigeriano di 24 anni che mercoledì è stato arrestato dai carabinieri all’interno di un affittacamere perché aveva aggredito una donna di 22 anni originaria del Camerun. Sabato il giovane è comparso davanti al giudice per le indagini preliminari nell’udienza di convalida del fermo e gli è stata contestata l’accusa di tentato omicidio. L’aggravamento della posizione è il frutto delle indagini dei carabinieri, che hanno ricostruito l’episodio accaduto all’interno dell’affittacamere e quelli che lo hanno preceduto. In particolare al giudice è stata sottoposta una ricostruzione in base alla quale solo per l’intervento di terze persone e poi dei carabinieri il giovane nigeriano non ha effettivamente colpito la camerunense in parti vitali con il coltello usato per minacciarla. La ragazza si era opposta alle pesanti avances sessuali del nigeriano, scatenando la sua rabbia.
La dinamica dei fatti, come infine ricostruita dagli accertamenti dei carabinieri, che da subito avevano documentato l’azione dell’uomo di afferrare con forza la vittima alla gola, tirandole i capelli fino a strapparne un’intera ciocca, poi proseguita con gravi minacce di morte impugnando un coltello che puntava a parti vitali della donna, ha permesso di completare il quadro indiziario con la ricostruzione di precedenti minacce e percosse subite dalla vittima anche nei giorni precedenti, con l’aggravamento dell’ipotesi accusatoria che ha visto aggiungersi la contestazione del tentato omicidio, essendosi stati valutati quali idonei a provocare la morte gli atti commessi dal nigeriano, ma interrotti per intervento di terzi e dei carabinieri intervenuti nella flagranza. —
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