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Il San Niccolò festeggia i 700 anni e ristruttura l’ala delle novizie

Maria Lardara
Studenti nel campetto sportivo interno al Conservatorio di San Niccolò
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Studenti nel campetto sportivo interno al Conservatorio di San Niccolò

L’importante recupero consentirà di far spazio al liceo scientifico e alla materna, le cui iscrizioni sono in continuo aumento. Una serie di iniziative per celebrare l’anniversario della fondazione

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PRATO. Ci sono compleanni speciali che meritano di essere festeggiati come si deve. Soprattutto se si portano con sé doni che si tramandano nei secoli e restano alla comunità per le nuove generazioni. Il Conservatorio San Niccolò, 700 anni dopo. È un regalo di compleanno particolare quello che questa istituzione storica si concederà per il settimo centenario che cadrà nel 2021: la ristrutturazione dell’ala del noviziato da cui saranno ricavati i nuovi spazi destinati alla materna e al liceo scientifico. Mille metri quadrati di edificio storico al momento non utilizzati, sede dell’antico granaio del monastero.

Correva il 1321 quando morì il cardinale Niccolò che lasciò nel suo testamento diecimila fiorini d’oro per realizzare un monastero domenicano femminile nella sua città natale. Era amico di Dante e di Petrarca: per questo i 700 anni di San Niccolò s’intrecceranno nel 2021 con il settimo centenario della morte di Dante. Coincidenze storiche ma non troppo visto che è al Sommo Poeta che il cardinale Niccolò dedicò la prima lettera. È nel 1784 che il monastero San Niccolò divenne scuola paritaria di cui si mantiene inalterata la struttura fino a oggi. Al culmine dei festeggiamenti iniziati ieri con l’intitolazione di un frutteto in onore del cardinale (i bambini della primaria hanno piantato 50 alberi, simbolo della fecondità del dono), sarà presentato alla città il progetto del restauro dell’ala del noviziato.

«Ci sarà un grande evento a maggio – racconta Guido Giovannelli, presidente della Fondazione San Niccolò – Il restauro è il nostro sogno, il nostro dovere, la nostra responsabilità. Ci sentiamo in dovere di progettare qualcosa di nuovo per continuare a perpetuare la cultura del dono. Gli spazi attuali non sono più sufficienti e le iscrizioni sono in aumento». La storia di Prato è segnata da questa cultura del dono: è dono del mercante Michele la Cintola, è dono l’ospedale di Dolce o il Ceppo di Datini, è dono San Niccolò.

«Fa riflettere che l’orizzonte normale della vita di questi uomini fosse il bene del mondo – sottolinea la preside Mariella Carlotti – tanto che sentivano erede dei loro patrimoni tutta la comunità alla quale appartenevano». Il programma di celebrazioni si articola in diversi momenti, dai videoauguri natalizi con le Natività più belle conservate a San Niccolò a un ciclo di aperture al pubblico nel weekend a cura di Artemia. E poi ancora, tra gennaio e maggio, un concorso letterario e, dulcis in fundo, un cortometraggio sulla storia del cardinale e del monastero.

Sono 550 gli alunni che frequentano la scuola paritaria, dalla materna al liceo: di questi, 120 sono di origine cinese. Grazie a un’interlocuzione con la famiglie, la preside Carlotti è riuscita a riportare in classe i figli dei genitori più refrattari alle lezioni per i timori del Covid. «Dialogo e ascolto ripagano sempre – sottolinea – Gli studenti frequentano quasi tutti».

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