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Sono partiti i tamponi rapidi Ecco come funzionano
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Anche i medici di famiglia possono inviare i propri pazienti a fare i tamponi rapidi. Iniziati i primi test al Giovannini con il “drive through” organizzato dalle Aft (Aggregazioni funzionali territoriali) che avrà come braccio operativo i medici della cooperativa medica Gea (dal martedì al sabato) e il supporto logistico della Società della Salute. «Le funzioni territoriali – spiega Lorena Paganelli, direttrice della Società della salute – sono 8 e per ora ne sono partite tre e le altre si stanno organizzando per fornire questo importante servizio. Ne avremo altre due in città, una organizzata dai medici della casa della salute di via Fra Bartolomeo, una dai medici di via Pistoiese, una a Montemurlo, un’altra a Poggio a Caiano e una in vallata. Il territorio, quindi sarà completamente coperto, l’accordo non prevede un termine di scadenza del servizio che continuerà fino a quando sarà necessario. Si parla di circa 90mila pazienti per 60 medici in totale».
La procedura sarà molto snella: in caso di contatto o sospetto contagio i medici fissano un appuntamento tramite una segreteria centralizzata che invierà al paziente un sms con giorno e orario dell’appuntamento. Il tampone verrà fatto direttamente in macchina e i risultati arriveranno nel giro di dieci minuti. In caso di positività la persona dovrà sottoporsi a un altro tampone in questo caso molecolare perché ad oggi è l'unico che certifica la malattia. Il prelievo verrà fatto esclusivamente nel naso e poi il tampone sarà immerso in una soluzione che verrà fatta reagire su una “piastrina”: se compare una striscia rosa allora il soggetto è positivo se non compare nulla è negativo.
«Questo servizio – spiega Rosanna Sciumbata, coordinatrice di una delle Aft - ci permette di avere risposte rapide e soprattutto di parlare direttamente fra colleghi nel caso ci sia bisogno di chiarimenti. Ritengo fondamentale anche l'aspetto dell'inserimento diretto dei dati personali anagrafici di chi ha fatto il test all’interno della piattaforma messa a disposizione dei medici di famiglia a vantaggio di un velocizzazione e anche per gli altri pazienti che non sono colpiti dal Covid ma da altre malattie». —
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