Gioco
Covid, il giorno più nero: undici vittime Ma il numero di nuovi contagiati è in calo
Cinque decessi risalgono al periodo compreso tra il 5 e il 15 novembre. Nella seconda ondata il doppio dei morti
prato
Quella di ieri è stata la giornata più nera sul fronte dell’epidemia di coronavirus, per quanto riguarda i decessi, con ben 11 vittime, che portano il totale a 160 in provincia di Prato dallo scorso mese di marzo. Un numero tragico che offusca il calo dei nuovi contagi (100, per un totale di 8.785).
Ma va detto subito che quasi la metà dei decessi comunicati ieri, ben 5, sono avvenuti in realtà tra il 5 e il 15 novembre, mentre gli altri, stando a quanto comunicato dalla Regione, si riferiscono agli ultimi due giorni. Questo ovviamente non cambia il dato assoluto, ma lascia intendere che non c’è stata un’impennata nelle ultime ore. Sul motivo per cui, non solo a Prato, alcuni decessi vengono comunicati con ritardo anche di un mese nessuno finora è riuscito a far luce.
Stando a quanto riferito dall'Asl Toscana Centro, i deceduti in provincia (4 uomini e 8 donne) sono un uomo di 80 anni morto in ospedale, una donna di 74 deceduta a casa, una donna 85 anni morta alle cure intermedie, uomo di 81 anni deceduto in ospedale, uomo di 87 deceduto alle cure intermedie, uomo di 78 deceduto a Prato, una donna di 93 deceduto alla casa di riposo Lice Mengoni di Vaiano (ma nel suo caso sarebbe arrivato un tampone negativo post mortem), una donna di 61 anni deceduta a casa, una donna di 89 anni deceduta in ospedale, una donna di 90 anni deceduta in ospedale, una donna di 88 anni deceduta alla casa di riposo Villa Speranza, una donna di 69 anni deceduta in ospedale.
Le vittime della seconda ondata del Covid sono ormai più del doppio di quelle della prima ondata. Fino allo scorso 3 luglio infatti si contavano 52 decessi in provincia di Prato, a cui se ne sono aggiunti fino a ieri altri 108. Il dato sui positivi è ancora più impressionante, perché erano fermi a poco più di 600 all’inizio di settembre e ora si avviano a toccare quota 9.000. Questo lascia intendere che purtroppo l’elenco delle vittime è destinato ad allungarsi.
Prato rimane la provincia toscana con la più alta incidenza di casi rispetto alla popolazione, con 3.409 positivi ogni centomila abitanti, quasi mille in più rispetto alla media italiana. Ma coi decessi comunicati ieri anche il tasso di mortalità si sta avvicinando a quello delle province più colpite. Quello di Prato attualmente è di 62 ogni centomila abitanti, quasi identico a quello di Pistoia (63,6) e dietro a Massa Carrara (143,2), e Firenze (89,4). La media italiana (86,2) è ancora lontana.
Tra i decessi di martedì c’è anche quello di Maria Gabriella Rosi, 79 anni, di Montemurlo. L’anziana era risultata positiva al coronavirus anche se la morte è sopraggiunta a causa delle complicanze delle altre gravi patologie di cui soffriva da qualche tempo. Il sindaco Simone Calamai la ricorda così: «Conoscevo Maria Gabriella e la incontravo spesso vicino al municipio. La ricordo come una donna sempre sorridente, gentile e cordiale. Mi stringo in segno di cordoglio alla famiglia in questo momento di dolore. Maria Gabriella ci mancherà molto». Maria Gabriella Rosi era nata a Tuscania nel 1941 e nel 1976, quando i due figli erano ancora molto piccoli, insieme al marito si era trasferita a Montemurlo per motivi di lavoro. Maria Gabriella aveva fatto la rammendina a domicilio e poi era stata operaia tessile. Il figlio Pietro Guidozzi la ricorda come una donna che amava profondamente la vita, la sua famiglia e viaggiare». — p.n.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
