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Caporeparto muore cadendo dal tetto Era salito per controllare la manutenzione

paolo nencioni
Caporeparto muore cadendo dal tetto Era salito per controllare la manutenzione

Incidente a Montemurlo: Fulvio Piscitelli, 40 anni, ha messo il piede su una lastra di plexiglass che non ha retto al suo peso

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montemurlo

Quel tetto pensava di conoscerlo meglio di tutti, e certamente era così. Per questo ci è salito per controllare alcuni lavori appena fatti, ma il tetto lo ha tradito all’improvviso facendogli fare un volo di quasi otto metri che non gli ha lasciato scampo.

È morto così, ieri mattina poco prima delle 11, Fulvio Piscitelli, 40 anni, pratese diSan Paolo, caporeparto della torcitura Di Domaso in via Aniene a Montemurlo.

Stando alle testimonianze raccolte dai tecnici del Dipartimento di prevenzione, intervenuti sul posto insieme alla Croce d’Oro e ai carabinieri della Tenenza di Montemurlo, nel capannone c’erano i dipendenti di un’azienda che era stata incaricata di fare la manutenzione del tetto dopo il forte vento dei giorni scorsi che sembrava aver creato qualche problema. I lavori erano praticamente finiti e gli addetti alla manutenzione stavano per andarsene, ma il pantografo usato per raggiungere il tetto era ancora sul posto. Un manutentore ha detto ai tecnici dell’Asl che Fulvio Piscitelli ha chiesto di poter verificare come era stato fatto il lavoro. Il manutentore, sempre secondo la sua versione, avrebbe tentato di dissuaderlo dicendo che non c’era bisogno di ulteriori controlli, ma Piscitelli avrebbe insistito e si sarebbe fatto portare all’altezza della copertura. Poi ha mosso qualche passo sul tetto e i dipendenti della ditta di manutenzione non l’hanno più visto. Hanno solo sentito il tonfo quando il caporeparto è caduto da un’altezza di almeno sette metri.

Si è poi capito che Piscitelli aveva messo un piede su una lastra di plexiglass che non ha retto il suo peso e ha ceduto. La caduta non gli ha lasciato scampo, nonostante un tentativo di rianimazione da parte del medico e dei volontari della Croce d’Oro. I servizi funebri dell’associazione si sono occupati della salma, mentre i carabinieri avvertivano il sostituto procuratore Lorenzo Boscagli, che ha disposto l’autopsia. Nel frattempo i tecnici del Dipartimento di prevenzione hanno usato un drone per rendersi conto dello stato del tetto, la cui rottura è stata fatale al caporeparto. Nei prossimi giorni invieranno una relazione dettagliata in Procura.

Appena si è sparsa la notizia, sul posto sono arrivati i familiari della vittima. La madre di Fulvio ha accusato un malore ed è stata soccorsa dai volontari della stessa ambulanza che era accorsa per soccorrere il figlio.

Fulvio Piscitelli abitava a Prato in via di San Paolo e nel pomeriggio gli amici hanno riempito di messaggi il suo profilo Facebook. “Buono, onesto e solare, voluto bene e stimato da tutti ma soprattutto un grande lavoratore” lo ricorda Mario. “Ancora non ci credo, non ci sono parole, ti voglio ricordare così, spensierato e sempre mattarello, grazie per aver fatto parte della nostra vita” scrive Erika. “Per tutte le mie crisi esistenziali, i piagnistei, le pippe mentali che ti sei sorbito nella mia gioventù, per tutta la musica ballata, brindo a te” scrive Martina.

Fulvio Piscitelli fino a qualche anno fa era il titolare dell’attività nel capannone della torcitura, poi aveva venduto a una società di Lecco ma era rimasto come caporeparto proprio per la sua conoscenza delle lavorazioni e dello stabile, un’esperienza a cui i nuovi padroni avevano deciso di non rinunciare.

Nei giorni scorsi a Montemurlo il vento ha soffiato molto forte e sono state molte le aziende che hanno deciso di controllare eventuali danni alle coperture in previsione delle piogge del periodo invernale. —



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di Redazione web