Il dolore
Vincono i vandali via il container dei tamponi
Sarà spostata la postazione “drive through” della Misericordia danneggiata nella notte tra lunedì e martedì Un caso simile a Fiesole
prato
«Alla fine ce l’hanno fatta» mormorano le due giovani infermiere in servizio al “drive throug” della Misericordia davanti al l’istituto Gramsci Keynes in via di Reggiana. Ce l’hanno fatta, sottinteso, a mandarci via. Sì, perché il container danneggiato nella notte tra lunedì e martedì sarà spostato. Probabilmente nel parcheggio davanti all’istituto Marconi, in via Galcianese. Non sarà una resa ai vandali, i tamponi continueranno a essere fatti, ma di fatto hanno vinto loro, se il danneggiamento è stato fatto, come sospettano alcuni dei volontari, perché qualcuno non voleva che il container stesse proprio lì. Un sospetto alimentato da un altro atto vandalico, quello messo a segno una decina di giorni prima ai danni della tenda della Pubblica Assistenza nel parcheggio accanto al Parco Prato, trecento metri più avanti rispetto a quello della Misericordia.
Due indizi non fanno ancora una prova, ma sembra improbabile che il danneggiamento del container sia opera di qualcuno che voleva rubare. All’interno non c’erano soldi e non risulta che sia stato portato via nulla.
Meno di un mese fa alle Caldine (Fiesole) un’altra postazione “drive through”, quella della Fratellanza Militare, è stata costretta a sloggiare perché una parte dei residenti non la voleva vicino alle case, temendo il contagio. Anche quella, di fatto, una resa. A Prato potrebbe essere accaduta la stessa cosa, nonostante nessuno abbia protestato esplicitamente per la vicinanza delle due postazioni. Quella della Pubblica Assistenza è particolarmente isolata; quella della Misericordia è un po’più vicina alle case, ma non molto.
Fosse anche a ridosso, va ribadito che il timore del contagio è del tutto ingiustificato. Il virus non si propaga nell’aria a decine di metri di distanza e comunque chi arriva per farsi il tampone (in via di Reggiana solo bambini su prenotazione) rimane all’interno dell’auto. Ma nel caso del container danneggiato potrebbe essere scattata la sindrome di Nimby (Not in my back yard, non nel mio cortile), con buona pace di tutti coloro che invitano a stare uniti per sconfiggere il virus. –
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
