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la prof in pensione 

«Non è colpa dei ragazzi se le scuole sono chiuse»

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Se le scuole sono chiuse per molti studenti non è colpa dei ragazzi. Lo sostiene Maria Cristina Mengozzi, fino a settembre insegnante di italiano e storia al Gramsci-Keynes.

«Di fronte alla situazione attuale della scuola nella pandemia - ci scrive - mi è venuto in mente Machiavelli, che nel suo Principe affermava: “… dimostra la sua potenzia dove non è ordinata virtù a resisterle…” (cap. XXV). Machiavelli intendeva dire che la fortuna, ossia l’evento imponderabile e indipendente dalla volontà dell’uomo, in questo caso il virus, può essere contrastata dalla virtù cioè dall’azione concreta con cui gli uomini, in particolare quelli che hanno in mano il nostro destino governandoci, predispongono gli argini di difesa».

«Tuttavia, coloro che attualmente hanno la responsabilità del governo, non sembra abbiano provveduto pienamente e per tempo a predisporre tutte le difese contro la pandemia: sanificazione degli spazi pubblici, quello che ha fatto la Cina fin dall’inizio; organizzazione razionale dei trasporti; nomine tempestive di docenti e personale ata, come peraltro di medici e infermieri ecc. Mi sento allora di spezzare una lancia in favore dei nostri ragazzi, spesso additati quali principali responsabili della diffusione incontrollata dei contagi. Certo, non tutti si mostrano consapevoli dei rischi, ma è altrettanto certo che più degli adulti subiscono le conseguenze delle restrizioni, a questo punto necessarie (almeno si spera) per contenere il virus: vedono limitato il loro bisogno di stare insieme e costruire attraverso la frequentazione diretta la loro identità futura, non possono andare in palestra, non possono vivere i loro primi sentimenti ecc. Uno schermo di pochi centimetri quadrati è allora solo un surrogato; ben inteso, in questa situazione meglio di nulla, un filo di Arianna che non deve venire meno ma non dimentichiamo il senso vero della scuola e con essa dell’apprendere e diventare così cittadini di domani. Il prezzo più alto della mancata virtù lo pagano proprio loro, i ragazzi (che, come se non bastasse, avranno sulle spalle anche il debito determinato dall’emergenza attuale e pregresso): i giovani, cioè il futuro. Allora facciamo tutti, giovani e adulti, del nostro meglio per tornare presto a scuola». —

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