Gioco
I circoli con l’acqua alla gola chiedono di non pagare le tasse
Arci, Acli e Mcl hanno scritto ai sindaci della provincia e aspettano una risposta L’equiparazione ai bar, decisa dalla Regione, per ora non ha dato i frutti sperati
prato
Una lettera ai sindaci di tutta la provincia per chiedere l’esenzione dal pagamento delle tasse comunali, quali l’Imu e la Tari per quest’anno, 2020, e per il prossimo 2021. Missiva spedita una settimana fa da Arci, Mcl e Acli pratesi, per adesso senza una risposta, ma «credo sia ancora presto, penso che i sindaci ci risponderanno» dice Dario Ercolini, presidente provinciale della Mcl, Movimento cristiano lavoratori, che fra Prato e provincia ha 16 strutture per ora tutte chiuse. Ma chissà, qualora accolte, se saranno misure sufficienti a salvare molti circoli associazionistici dalla chiusura definitiva, causata da questa seconda ondata del Covid-Sars 2. Perché di questo ormai si parla nei corridoi delle sedi provinciali delle associazioni.
L’ordinanza di qualche tempo della Regione Toscana che ha equiparato i circoli ai bar per la somministrazione da asporto, caffè, cappuccino o pizza per intenderci, non sta dando frutti; quasi tutte le strutture sono, infatti, con le serrande abbassate, chiuse. Ma molte di queste hanno incombenze fiscali da rispettare e spesso mutui bancari da onorare come da pagare la gestione ordinaria, costi fissi, e i fornitori.
«È una situazione che si sta pesantemente complicando – ammette Enrico Cavaciocchi, presidente dell’Arci provinciale, che lancia il grido di allarme – Adesso non ce la facciamo davvero più a sostenere la situazione e non è più il tempo di pacche sulle spalle, abbiamo bisogno di interventi finanziari o molte strutture circolistiche chiuderanno per sempre».
Altri cinque circoli dell’Acli si trovano nelle stesse sabbie mobili. Con la pandemia del Covid-19 è ormai chiaro che niente sarà come prima. «Non lo sarà davvero e purtroppo – continua Dario Ercolini della Mcl – Non possiamo nascondere che con questa nuova chiusura totale qualche circolo non riaprirà più. I costi vanno avanti, le entrate non esistono, i debiti vanno pagati e credo proprio che qualcuno non ce la farà». Circoli chiusi, insomma, e non solo adesso che tutta l’area pratese, come la stessa Toscana, è in “zona rossa”, ma anche dopo. «Qualche spiraglio poteva esserci se ci fosse stata una ripresa delle attività dopo il primo lockdown della scorsa primavera, ma adesso con questa nuova chiusura generale rischiamo bilanci disastrati dove sarà difficile riaprire», dicono i soci di un circolo Arci della provincia. C’è la possibilità dei cosiddetti ristori per i circoli associazionistici, 70 milioni per tutta Italia, ma che forse non riusciranno ad essere dei “salvagente”. «La cifra passerà dallo Stato alle Regioni che le daranno ai circoli ma non si sa né come né quando. Poi, riusciranno a salvare quei circoli che hanno già chiuso? » si domanda Enrico Cavaciocchi. –
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
