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La proposta di Lassi «Un anno senza tasse»

La proposta di Lassi «Un anno senza tasse»

Il presidente di Confesercenti torna a lanciare l’allarme per la tenuta dei piccoli negozi penalizzati dalle chiusure

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Un anno senza tasse ai commercianti per superare l’emergenza coronavirus. Lo chiede Mauro Lassi, presidente della Confesercenti di Prato.

«Giornalmente mi trovo a confrontarmi con colleghi presi dallo sconforto - dice Lassi - Registro rassegnazione e per la prima volta, veramente la paura di non farcela. Un anno senza costi fissi, consentirebbe alle imprese di superare l’emergenza e programmare una ripartenza su basi solide. Se non ci si attiva subito per una politica dalla fiscalità zero per il prossimo anno e almeno fino al 2022 finiremo con la concreta possibilità di vedere chiudere migliaia e migliaia di esercenti generando quell’esercito di nuovi poveri che manderebbe inevitabilmente interi territori del nostro Paese in una crisi economica senza precedenti».

Dichiarazioni forti, ma necessarie secondo Lassi perché se è vero che si stanno ristorando già le piccole imprese, è molto probabile, anzi certo, che questo contributo basterà, se slegato e quindi non accompagnato da una pace fiscale almeno annuale, soltanto a pagare le prossime inevitabili tasse. «Occorre immediatamente – aggiunge Lassi – una politica del sostegno alla quale noi di Confesercenti abbiamo sempre fatto riferimento e che tutt’ora latita. Non si è posto in essere il piano economico e sociale poderoso più volte invocato, ma semplici indennizzi con una capacità economica limitata. Bene il fronte dei ristori per le attività della ristorazione, una piccola vittoria della nostra organizzazione che richiedeva a gran voce questi interventi, bene la velocità di esecuzione in alcuni casi, male, malissimo la portata economica, la dimenticanza di intere categorie commerciali. Sappiamo bene che siamo di fronte ad un problema mondiale, ma ci sentiamo in dovere di rappresentare a Comuni, Regione e Governo nazionale la drammaticità della situazione in cui versano le imprese della nostra Provincia: riteniamo che un segnale forte di vicinanza alle categorie produttive sia una condizione determinante per vincere lo scoramento e infondere coraggio per scommette ancora nel futuro. Senza voler denigrare gli interventi fin qui posti in essere, siamo convinti che per arginare la crisi di liquidità delle imprese ed evitare il tracollo è necessaria la sospensione, almeno per un anno, di tutte le attività di riscossione delle tasse ed imposte, sia locali che nazionali e dei contributi ed il blocco di tutti i mutui ed i prestiti in essere». —

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