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Prato

l’emergenza coronavirus 

Tracciamenti, c’è un arretrato di 1.400 casi

maria lardara
Tracciamenti, c’è un arretrato di 1.400 casi

Potenziato il Dipartimento di prevenzione: l’obbiettivo è tornare in pari entro 10 giorni. Un centinaio i cinesi positivi

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Riannodare il filo. Ricostruire le catene dei contatti, telefonata dopo telefonata. La macchina dei tracciamenti dell’Asl Toscana Centro mette il turbo: entro dieci giorni si proverà ad azzerare un arretrato di 1.400 casi nella realtà pratese, 7.000 in tutta l’area vasta. È il tentativo di salvare il primo argine difensivo del Covid-19, riparare la diga di quel contact center che ha ceduto nelle settimane scorse. L’allineamento delle indagini epidemiologiche al passo dei contagi dovrebbe essere possibile grazie al lavoro incrociato fra la maxi centrale alla Fortezza da Basso e gli uffici igiene territoriali: i 200 tracciatori della task force sono impegnati sul quotidiano, gli uffici si occupano invece di smaltire la mole di lavoro pregresso. Per recuperare terreno l’igiene pubblica di via del Lavarone si è riorganizzata: il personale quotidiano adibito al tracciamento è passato da sei a 26 unità. Non solo assistenti sanitari dirottati dai tamponi alle indagini epidemiologiche ma anche tecnici della prevenzione sui luoghi di lavoro, medici dello sport e dell’alimentazione, medici scolastici che a Prato sono undici fra i 62 reclutati a livello di area vasta. «Devo ammettere che a Prato ho trovato una generosità molto forte fra i colleghi – sottolinea Renzo Berti, direttore del dipartimento di prevenzione dell’Asl Toscana Centro – L’obiettivo è arrivare a trenta tracciatori al giorno. Abbiamo 1.400 casi arretrati ma stiamo recuperando velocemente. Sulla casistica scolastica, in particolare, l’attività è praticamente già allineata». Va detto che le indagini epidemiologiche delle classi assorbono solo 15% del lavoro di tracciamento, complice l’assenza di focolai nelle scuole dove esistono protocolli anticontagio ben rigidi. Quella di giovedì è stata una giornata di lavoro record per il dipartimento prevenzione: 2.200 casi tracciati in un solo giorno dall’Asl Toscana Centro, di questi 420 a Prato. Nella rete dei contagi che vengono faticosamente mappati a raggi X, finiscono per lo più italiani. Se è vero che la prima ondata di Covid-19 risparmiò qui la comunità cinese, non si può dire lo stesso nella seconda ondata. «Abbiamo avuto circa un centinaio di positivi di nazionalità cinese – racconta Berti – tutti tracciati grazie al supporto del consolato di Pechino che ci ha messo a disposizione i suoi mediatori per facilitare le indagini epidemiologiche». Pochi numeri rispetto a una comunità che conta all’anagrafe circa 26mila persone. —



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