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Prato

prevenzione 

I test rapidi dai medici restano sulla carta

alessandro formichella
I test rapidi dai medici restano sulla carta

Non decolla l’accordo tra l’Asl e i dottori di famiglia che chiedono strutture adeguate, altrimenti non si fa

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prato

Tamponi rapidi sì, no, forse. I medici di base pratesi storcono il muso davanti all’ordinanza firmata mercoledì 11 novembre dal governatore Eugenio Giani che li obbliga, assieme alle guardie mediche, ad effettuare i tamponi rapidi su pazienti sintomatici da Covid-19. Per ora la posizione è interlocutoria. Nella riunione di giovedì sera fra i camici bianchi, i medici di medicina generale, i vertici dell’Asl e della Società della salute, per ora è venuto fuori poco. L’Asl ha comunicato la propria difficoltà a dare supporto ai medici di base con personale paramedico e ha disegnato una complessa situazione in cui non ci sono neppure dei locali idonei ad eseguire i tamponi rapidi. Insomma, la questione si allunga nei tempi e nei modi e più che rapidi i tamponi sembrano al momento lenti. Per Andrea Santini, medico e coordinatore di area funzionale territoriale, lo snodo è soprattutto uno, dove poter fare i tamponi rapidi scartando da subito l’ipotesi di eseguirli negli ambulatori: «Siamo in una fase interlocutoria con l’Asl. Negli ambulatori è del tutto impossibile fare i tamponi, mancano le condizioni di sicurezza come stabilito dal Ministero della Salute. La strada può essere quella di coinvolgere le associazioni sanitarie di volontariato che ci diano modo di avere o dei locali o delle strutture esterne». Per alcuni medici, infatti, potrebbe essere utile allestire delle piccole tensostrutture, delle tende ad hoc predisposte con tutte le accortezze di sicurezza anti-Covid, e lì eseguire i tamponi rapidi. Cosa tra l’altro che la Pubblica Assistenza, vicino al Parco Prato, sta già facendo. Per ora, prima che si metta in moto tutta la macchina, i medici di famiglia non sembrano convinti delle condizioni imposte dall’ordinanza regionale. L’obbligo ad eseguire i tamponi rapidi sui pazienti aumenterebbe il carico di lavoro e di stress, già dettagliato durante la riunione con i vertici Asl. Alla riunione di giovedì sera era presente anche il dottor Alessandro Benelli, rappresentante per Prato della Fimmg, il maggior sindacato dei medici di base. «Dobbiamo capire anche come far combaciare gli orari delle visite mediche di ambulatorio con quelli nei quali fare i tamponi rapidi– precisa la dottoressa Rosanna Sciumbata – Siamo già sotto stress data la situazione e dobbiamo trovare il modo per poter operare al meglio secondo le richieste. È un compito che si aggiunge ai tanti che già abbiamo e non è facile gestire questa situazione». Nei prossimi giorni è previsto un nuovo incontro fra i medici pratesi, coordinatori di area funzionale, e l’Asl. Forse allora si saprà se prenderà il via la campagna dei tamponi rapidi. —



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