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Rifiuti in casa per 10 giorni, l’odissea dei “positivi”

Azelio Biagioni
Rifiuti in casa per 10 giorni, l’odissea dei “positivi”

Aumentano ogni giorno i cittadini in quarantena che aspettano una telefonata da Alia che non arriva mai. "Troppi casi, c’è un problema di comunicazione"

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PRATO. Qualcosa nel meccanismo si è inceppato. Perché sono diverse le persone in isolamento domiciliare causa Covid che lamentano di essere lasciate in balìa di se stesse senza ricevere comunicazioni su come, ad esempio, effettuare il conferimento dei rifiuti. E durante la quarantena non hanno ricevuto nessuna telefonata da Alia. Nonostante le varie chiamate al numero verde non hanno ottenuto risposte esaustive su come comportarsi. Il numero di quanti sono positivi al Covid, e che di conseguenza devono essere assoggettati ad un regime particolare per quanto riguarda la raccolta dei rifiuti, è notevole.

Ma al momento il numero delle persone in isolamento alle quali viene effettuata la raccolta secondo modalità particolari anti Covid è molto al di sotto di quante effettivamente sono in quarantena. Il problema quindi c’è così come le lamentele di chi non sa più come fare. Qual è dunque la causa di questi ritardi? Sembra esserci una mancata tempestività di comunicazione dei casi di positività da un ente all’altro e così il sistema è andato in blocco. Ma andiamo con ordine. Chi contrae il virus, e deve quindi stare in quarantena, viene assoggettato per quanto riguarda la raccolta dei rifiuti a una modalità particolare.

Non più raccolta differenziata ma rifiuti che devono essere collocati tutti all’interno di un unico sacco. Da Alia fanno sapere che loro, per attivare questo servizio, devono ricevere i nominativi dei positivi al Covid da Comune e Asl. E le squadre incaricate per tutta l’area (non solo Prato) sono solo 28. Da quel momento si attiva la procedura. L’utente, a quel punto, viene contattato dall’azienda che lo informa che gli verrà lasciato un apposito bidoncino (dove dovranno essere conferiti i rifiuti), alcuni sacchi e un depliant che spiega come fare la raccolta (non più differenziata). In base al numero di soggetti di ogni utenza verrà deciso ogni quanto ritirare il rifiuto, compreso il contenitore che dovrà essere termovalorizzato insieme ai rifiuti e che ogni volta verrà sostituito. L’operazione andrà avanti per tutta la durata della quarantena.

Con il personale Alia che ogni 2-3 giorni telefonerà all’utenza per avvisarla quando andrà a ritirare l’immondizia. Ma ci sono utenti che, giustamente, protestano perché nessuno si è fatto vivo e non sanno cosa fare dei rifiuti con i quali convivono anche da 10 giorni. A loro non è stata data risposta. C’è chi dopo alcuni giorni di silenzio ha sollecitato l’attivazione del servizio di ritiro dei rifiuti al numero verde di Alia fornendo le generalità ma la telefonata a quanto pare è caduta nel vuoto. Qualcosa che non funziona quindi c’è. E a rimetterci sono i cittadini già provati dalla situazione che stanno vivendo a causa del Coronavirus. Situazione che si è andata sempre più complicandosi negli ultimi giorni con l’aumento dei casi di positività al Covid. Intanto, si aspetta la nuova ordinanza regionale sul tema della raccolta rifiuti ai positivi Covid. Nell’ordinanza dovrebbero esserci regole per snellire le procedure ed Alia chiede anche maggior sicurezza per gli operatori.

Anche l’assessore alla città curata Cristina Sanzò è al corrente dei disagi per la raccolta porta a porta. «Non appena riceviamo la comunicazione di notifica di un nuovo positivo da parte dell’Asl noi lo comunichiamo ad Alia – spiega – Ma i numeri elevati dei nuovi casi hanno creato dei ritardi. Adesso con tutti gli enti che si occupano della gestione dei rifiuti, i Comuni e la Regione sono in corso dei rapporti per cercare di semplificare la procedura di comunicazione e raccolta dei rifiuti».

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