Sicurezza
Ottanta tra infermieri e Oss già contagiati Il sindacato chiede sicurezza e assunzioni
Presidio di Cgil, Cisl e Uil davanti all’ospedale «Hanno annunciato l’ingresso di un esercito di dipendenti ma erano stabilizzazioni»
prato
Sono circa 80 i positivi al Covid tra infermieri e operatori socio-sanitari a Prato. La stima è stata fatta dai sindacati Cgil, Cisl e Uil in occasione del presidio organizzato ieri davanti all’ospedale Santo Stefano per chiedere sostanzialmente tre cose: il rinnovo del contratto scaduto da due anni, maggiore sicurezza per i lavoratori a rischio, assunzioni per coprire turni diventati sempre più pesanti, soprattutto a causa della pandemia.
Si parla di infettati tra il personale sanitario perché le assenze per malattia vanno ad aggravare una situazione già difficile. Il sindacato contesta alla Regione e alla Asl di aver annunciato l’assunzione di un esercito di infermieri e Oss, quando in realtà si è trattato per la maggior parte di stabilizzazioni di dipendenti che erano già presenti a tempo determinato.
Dei 724 infermieri che secondo la Regione sono stati assunti nell’Asl Toscana Centro, secondo la stima della Funzione pubblica Cgil ne sono stati assunti 600 a tempo indeterminato. Ma di questi, 108 lavoravano già in ospedale a tempo determinato, 252 sono andati a coprire il turn over e un altro centinaio hanno coperto i nuovi servizi attivati dall’Asl (Girot, squadre Usca, Villa Donatello e altri). Insomma, l’esercito teorico si è ridotto a una pattuglia. E tra le conseguenze negative dell’emergenza in corso c’è anche quella che gli infermieri di famiglia che assicuravano l’assistenza sul territorio sono stati richiamati a lavorare in ospedale, con tutti i rischi del caso.
Il sindacato calcola che il personale sanitario colpito dal virus a Prato rappresenti circa il 10% del totale dei positivi a Prato. L’unica cosa positiva, dice la Cisl, è che finora non sono mancati i dispositivi di protezione.
Un’incognita è rappresentata dall’ospedale provvisorio in fase di allestimento all’ex Creaf di via Galcianese per i pazienti Covid. La Cgil calcola che per coprire 400 posti letto (si era parlato di 500 ma il numero probabilmente sarà inferiore) serviranno 190 infermieri e 150 operatori socio-sanitari. Da dove arriveranno? Teoricamente ci penserà la Regione, ma in realtà c’è il rischio che si attinga al personale già presente in ospedale, che già ora denuncia turni troppo pesanti. —
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