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Prato

la protesta

La zona arancione sta stretta: "La Valbisenzio è come un comune unico"

Fabrizia Prota
I sindaci Guglielmo Bongiorno, Giovanni Morganti e Primo Bosi
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I sindaci Guglielmo Bongiorno, Giovanni Morganti e Primo Bosi

La richiesta di Bosi, Morganti e Bongiorno al prefetto: "Si rischiano gravi disagi". Le opposizioni si spingono oltre: "Si tenga aperta tutta la provincia"

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PRATO. Considerare la Valbisenzio un’unica area, come se fosse un Comune solo, all’interno della zona arancione toscana. È la richiesta avanzata dai sindaci dei 3 Comuni della vallata – Guglielmo Bongiorno di Cantagallo, Giovanni Morganti di Vernio e Primo Bosi di Vaiano – al prefetto di Prato Lucia Volpe con una lettera inviata alla vigilia dell’entrata in vigore, ieri, della zona arancione in Toscana che vieta gli spostamenti tra Comuni, salvo che per motivi di lavoro, studio, salute, necessità o per usufruire di servizi assenti nella propria area.

«Tale provvedimento – spiegano i sindaci – rischia di creare gravi disagi alle comunità di piccoli Comuni come i nostri, già fortemente penalizzati dalla distanza dai servizi principali e costretti ad una marginalità territoriale tipica dei territori montani». I 3 sindaci sottolineano come la Valbisenzio, dove molti servizi pubblici sono associati (con l’Unione dei Comuni), sia un’area fortemente interconnessa dal punto di vista amministrativo, ma anche in molti settori della vita quotidiana di persone e aziende, dall’economia alle relazioni.

Un’area unica, sostengono, agevolerebbe il controllo del territorio e ridurrebbe l’esigenza di spostamenti verso i centri urbani con più servizi. Il prefetto non si è ancora espresso, ma una risposta potrebbe arrivare oggi, nel corso di una riunione in programma coi sindaci del territorio provinciale. Si spingono oltre alcuni consiglieri d’opposizione dell’area pratese. Lorenzo Santi di Cantagallo (La Città per Noi), Tommaso Cocci di Prato (Fratelli d’Italia), Francesco Calugi di Carmignano (Scarpitta Sindaco) e Diletta Bresci di Poggio a Caiano (Lega-Fratelli d’Italia) hanno chiesto al prefetto che l’intera area provinciale (la seconda più piccola d’Italia, sottolineano) sia considerata come unica in materia di spostamenti. «Sia per agevolare le esigenze di vita dei cittadini sia per dispiegare al meglio le nostre forze dell’ordine – scrivono nella lettera al prefetto – Attività e servizi essenziali inoltre tendono ad essere nel Comune di Prato o allocati in logiche sovra-comunali».

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