Toscana
Da cinque giorni due fratelli disabili attendono una chiamata
prato
Tra le tante cose che non funzionano nell’emergenza legata all’epidemia di Covid c’è anche la mancanza di assistenza sanitaria a chi rimane bloccato in casa.
È la condizione di due fratelli disabili che da mercoledì sono isolati nel loro appartamento dopo che la sorella e il cognato sono risultati positivi al virus e sono confinati al primo piano della loro abitazione.
A denunciare il disservizio è la sorella risultata positiva, una donna di 70 anni che vive insieme al marito, di dieci anni più giovane.
«Ho avuto il risultato del tampone mercoledì e ho subito chiamato col mio medico, con l’Asl, col segretario del sindaco e con la protezione civile perché i miei due fratelli hanno bisogno di assistenza quotidiana a causa del diabete e di altre malattie».
In pratica i due fratelli, oltre a ricevere i pasti, hanno bisogno di un paio di iniezioni al giorno, ma nonostante le richieste nessuno si è presentato a farle. «Insomma, le punture mi tocca farle a me – racconta la donna – Non sarebbe un problema in condizioni normali, ma da quando siamo risultati positivi mi tocca “bardarmi” di tutto punto, due volte al giorno, e scendere di sotto col timore di contagiare i fratelli. Viste le loro condizioni di salute, un eventuale contagio sarebbe ancora più pericoloso».
«L’altro giorno – aggiunge il nipote dei due disabili – mia zia stava soffocando mentre mangiava e mia madre è dovuta correre di sotto per soccorrerla. È una situazione insostenibile».
Appena scoperta la sua positività e quella del marito, la sorella dei due disabili ha contattato il medico di famiglia, che ha prenotato un tampone. La famiglia attende una visita delle Usca, le Unità speciali di continuità assistenziale, per l’esecuzione del tampone, ma da giovedì nessuno si è fatto ancora vivo. –
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