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Prato

droga

Capannone trasformato in una serra con 1.100 piante di marijuana

I dirigenti della Questura mostrano una parte della marijuana sequestrata
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I dirigenti della Questura mostrano una parte della marijuana sequestrata

Blitz di squadra mobile e antidroga della polizia di Prato in uno stabilimento apparentemente dismesso a Vinci. Arrestati i due custodi-giardinieri che ci vivevano dentro

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PRATO. Un capannone industriale all’apparenza vuoto e dismesso, in realtà trasformato dalla primavera scorsa in una maxi-serra per la coltivazione e confezionamento della marijuana. Due le persone arrestate, due cinesi irregolari sul territorio di 39 e 27 anni. Circa 1.100 le piante sequestrate dalla squadra mobile, condotta da Alessandro Gallo e dalla sezione antidroga della Questura di Prato, guidata da Marco Fazi, molte di più se si sommano le Talee, cioè le piantine senza il principio attivo, ma che servono per l’innesto. L’operazione della polizia fa seguito, in qualche modo, a quella compiuta dai carabinieri una settimana fa e lega il territorio pratese a quello empolese.  

Il capannone, infatti, è lo stesso che stavano cercando i carabinieri, ed è stato trovato nella zona artigianale di Mercatale di Vinci. Un’attività fiorentissima, secondo gli inquirenti destinata non solo al mercato dell’area pratese-fiorentina, ma anche all’estero. Circa mezza tonnellata la droga sequestrata, circa 5 milioni il valore della merce se fosse stata venduta con i prezzi al dettaglio. La polizia è convinta che i due arrestati, che ora si trovano in carcere a Sollicciano a disposizione della Procura di Firenze, fossero i “giardinieri” e i custodi del capannone, ma che dietro ci sia un’organizzazione complessa e ramificata con fa capo a Prato.

Ingente il valore del materiale di supporto alla coltivazione, lampade alogene ed altro, per un ammontare di decine di migliaia di euro. Il capannone era stato dato in affitto ad un operaio cinese residente nell’Empolese, probabilmente un prestanome estraneo alla vicenda, così come estraneo, secondo la polizia, è il proprietario italiano che l’aveva affittato. I trafficanti agivano durante la notte e dalle ditte vicine nessuno aveva mai visto mezzi o persone avvicinarsi allo stabilimento. Quando gli agenti dell’antidroga sono arrivati sul posto, il capannone era completamente chiuso, eccetto per una finestrella dalla quale usciva un forte odore di deodorante, sicuramente utilizzato per coprire quello inconfondibile delle piante di marijuana.

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