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Addio a Paolieri, artigiano e presidente dei combattenti

Addio a Paolieri, artigiano e presidente dei combattenti

L’ex funzionario della Cna si è spento all’età di 94 anni. Il ricordo del sindaco: «Un punto di riferimento per tutta la sinistra, testimone del valore della libertà»

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Si è spento sabato sera Sergio Paolieri, già presidente dell’Associazione nazionale combattenti e reduci e presidente onorario della sezione pratese dell’Associazione nazionale autieri d’Italia.

A darne notizia è stata la stessa associazione, che si stringe alla moglie Lola e della figlia Renza. Paolieri, 94 anni, che si era dimesso per motivi di salute solo da pochi giorni, era stato anche tra i fondatori della Casa delle memorie di guerra per la pace in piazza San Marco. La salma è stata esposta alle cappelle del commiato della Pubblica Assistenza di Prato.

«Sergio aveva svolto il mestiere di carburatorista e ancora molti pratesi ricordano la sua bottega, nell’antico oratorio di San Giovanni, dietro il castello dell’Imperatore – così lo ricorda l’Associazione nazionale combattenti e reduci – Sensibile ai problemi dell’artigianato, ha avuto una lunga militanza nella Cna dove ha ricoperto anche ruoli dirigenti. Quell’impegno non gli impedì di svolgere attività legate ricordo della sua partecipazione alla seconda guerra mondiale: così nell’Associazione ex autieri si impegnò nel recupero di antichi automezzi e nello sviluppo della protezione civile a Prato. L’impegno maggiore fu l’adesione all’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci di Prato della quale divenne presidente; in essa trasferì la sua passione per la storia militare la cui conoscenza, diceva, è il miglior mezzo per perseguire la pace e l’umana solidarietà. L’entusiasmo con cui operò fece del palazzo di piazza San Marco la “Casa delle memorie di guerra per la pace” uno spazio di memoria aperto alla cittadinanza e in particolare alle scuole. Oggi quell’edificio, recentemente fatto segno di un attentato da parte di facinorosi estremisti di destra, è una struttura che ospita, oltre che molte associazioni di arma, l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia».

Anche il sindaco Matteo Biffoni, la Giunta e il Comune di Prato esprimono il proprio cordoglio per la scomparsa di Sergio Paolieri. «Sergio era un punto di riferimento per tutta la sinistra pratese e non solo – dice il sindaco Biffoni – Era fieramente sempre presente con la bandiera dei Combattenti e Reduci a tutte le ricorrenze legate alla Liberazione della città, fino da ultimo e anche nelle difficoltà del momento attuale. Un testimone importante dei valori di libertà e democrazia, ci mancherà moltissimo. Ciao Sergio».

«Con la dolorosa scomparsa del nostro dirigente, Sergio Paolieri, perdiamo non solo una figura di riferimento e un esempio di specchiata moralità, ma anche una guida paterna, un caro amico che ha contrassegnato la storia della nostra organizzazione dagli anni ’40 fino ad oggi».

Con queste parole Claudio Bettazzi, presidente di della Cna, insieme al direttore Cinzia Grassi, al presidente di Cna Pensionati Luciano Bartolotti, e all’intera organizzazione, si è stretto al cordoglio della moglie Lola e della figlia Renza per la morte di Paolieri che, prosegue Bettazzi, «con il suo impegno, il suo lavoro e la sua grande integrità morale, ha rappresentato una pietra miliare, non solo per la nostra organizzazione, ma per l’intera collettività. Entrato giovanissimo in Cna come elettrauto, attività che esercitava in una piccola chiesetta sconsacrata accanto al Castello dell’Imperatore, come un buon padre di famiglia ha sempre guidato le scelte strategiche della Cna nel duplice ruolo di componente del Collegio dei Garanti e Presidente del Collegio dei Saggi. Uomo dai grandissimi pregi e meriti, inoltre, Sergio ha dedicato la sua vita a diffondere tra i giovani i valori della libertà, della pace e della solidarietà, sia come presidente nazionale dell’Associazione nazionale Combattenti e Reduci – carica che per motivi di salute aveva lasciato soltanto nell’ottobre scorso – sia come presidente onorario dell’Associazione nazionale autieri d’Italia. Ci mancherà molto e oggi lo salutiamo per l’ultima volta, con un’immensa gratitudine per tutto quello che ha saputo insegnare e donare all’Associazione, vissuta come una seconda famiglia, e ci stringiamo con dolore ai suoi cari, nella certezza che il suo esempio non verrà dimenticato. Mai». –

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