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Prato

il paradosso 

I bus arrivano a scuola e non scende nessuno

maria lardara
I bus arrivano a scuola e non scende nessuno

La Regione e la Provincia hanno speso 600.000 euro per potenziare il trasporto ma ora c’è la didattica a distanza 

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Ore 8.30, polo scolastico di via di Reggiana. In tempi normali si sarebbero visti gli studenti scendere dagli autobus in tutta fretta. Zaino in spalla e dritti verso la classe, rincorrendo la campanella. Poi sono arrivate l’emergenza Covid, l’esigenza di ridurre la didattica in presenza al 25% e infine l’azzeramento delle lezioni in aula “salvando” solo le attività di laboratorio. Ecco perché da quei tre bus turistici di Cap ieri mattina non è sceso nessuno, come racconta la foto che ci ha inviato una nostra lettrice.

Il vuoto delle aule, con le superiori in didattica a distanza già da ieri anche se l’ultimo Dpcm è entrato in vigore oggi, si trascina con sé quello dei bus. Una situazione cambiata di colpo: da una media di dieci passeggeri su ogni autobus nell’ultima settimana con la Dad al 75% a zero o pochissimi passeggeri con la Dad al 100%. E pensare che per potenziare il trasporto scolastico pratese Regione e Provincia si erano frugati in tasca spendendo 600mila euro (540mila la prima, 60mila la seconda) per far circolare 16 bus turistici in più in aggiunta ad altri 30 mezzi per servire tutte le scuole. È andata avanti per sette settimane.

Che si fa ora con questi bus che, in base ai contratti di servizio, dovevano restare in funzione fino alla fine dell’anno? «Siamo in contatto con la Regione per valutare interventi – fa sapere il presidente della Cap Federico Toscano – Da lunedì i 16 bus turistici subiranno di sicuro una riduzione, bisogna capire in quale misura anche perché in alcuni istituti saranno mantenute le attività di laboratorio». Taglio sì, cancellazione no. Anche perché da oggi scende al 50% la capienza sui mezzi pubblici come previsto dall’ultimo Dpcm, un limite che induce la Cooperativa autotrasporti pratesi a potenziare alcune linee. «Soprattutto i collegamenti con la Vallata e I Gigli che vedono un maggiore tasso di pendolarismo – prosegue Toscano – Con la riduzione drastica dell’utenza sui nostri bus si andrà a compensare il dimezzamento della capienza su tutti i mezzi». Di questi tempi, insomma, meglio far girare un autobus in più. Cap ricorda che i suoi mezzi sono sicuri e ricevono una sanificazione giornaliera. «Nei luoghi dove c’è più controllo, a partire dal distanziamento e dall’obbligo della mascherina, c’è più sicurezza – conclude il presidente di Cap – Mezzi pubblici e scuole ne sono la dimostrazione». —

maria lardara

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