Duccio Cipriani si è arreso al Covid Era ricoverato da giorni al Santo Stefano
È morto a 64 anni il produttore cinematografico che era apparso anche nell’ultimo film di Leonardo Pieraccioni
prato
Tra le vittime del Covid c’è anche Duccio Cipriani, 64 anni, ex imprenditore e produttore cinematografico molto noto in città. Cipriani era ricoverato da qualche giorno in ospedale a causa dell’aggravamento delle sue condizioni dopo aver contratto il virus e purtroppo non ce l’ha fatta. Già “paglietta” del Buzzi e direttore della storica Rivista, poi impegnato nella sua attività imprenditoriale, Cipriani era un pratese doc, tanto che qualche anno fa aveva anche tenuto la rubrica “Un caffè con Duccio” su TvPrato. Negli anni scorsi aveva collaborato anche col produttore Marco Duradoni. Nel 2016 aveva prodotto il film “Gli infami” di Alessandro Paci.
Nell’ultimo film di Leonardo Pieraccioni “Se son rose”, dove Duccio Cipriani ha interpretato un piccolo cameo, c’è tutta la sua simpatia, la sua grande classe e il suo modo di essere. Un personaggio che riusciva a coinvolgere i più giovani con il suo modo di fare. Era un appassionato della bella vita ma allo stesso tempo un grande organizzatore. Soprattutto quando c’era da mettere in piedi una rappresentazione.
Dalle pagliette del Buzzi al cinema con Massimo Ceccherini e Alessandro Paci oltre che le tante iniziative svolte con il suo alter ego Riccardo Duradoni. Attivo anche nei circoli soprattutto allo Sporting di via Firenze dove durante il suo mandato da consigliere ha organizzato feste e tanti avvenimenti per dare valore proprio a chi inseguiva un sogno artistico. Duccio era anche un appassionato di macchine e non solo. Il suo spirito nasceva dal fatto che era una persona goliardica. Si divertiva a stare con gli altri e a scherzare davanti a un bel bicchiere di vino e se c’era anche la presenza femminile era molto gradita insieme alla sua immancabile sigaretta. La vicinanza a Rodolfo Betti per anni è stata fondamentale per amare il teatro e tutto quello che vive intorno a questo magico mondo. Gli piaceva far crescere i giovani nel senso che era sempre disponibile a dare una mano a chi aveva idee o progetti. Negli ultimi mesi aveva in mente un programma radiofonico e come aveva fatto in passato anche in televisione voleva raccontare le storie dei personaggi pratesi. Ora, e questo sarà anche un modo per ricordarlo e farlo ricordare, la richiesta dell’ordine del Chiavaccio di intitolargli una strada insieme a Rodolfo e Roberta Betti perché quello spirito vivace, leggero ma allo stesso di valori veri deve continuare ad esserci a Prato. «Abbiamo perso una persona meravigliosa, una persona carismatica, di grande ironia, una persona dalla sensibilità unica, un cliente, un amico, una cara persona di famiglia – lo ricorda Sara Sanesi, manager del ristorante Pepe Nero dove Cipriani si fermava spesso – Sappi che tutti noi ed i tuoi compagni di merende abbiamo pregato per te, ti abbiamo pensato ininterrottamente nella speranza che tu non ti sentissi lasciato solo in un triste letto di ospedale». –
vezio trifoni
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