Il dolore
«Non voglio perdermi i giorni che passo con lei»
Urano Corsi: «Ho rifatto il vaccino quadrivalente, ci sto molto attento ma se arriva il Covid starò al rischio»
PRATO
È più forte di lui. Non c’è paura che tenga di fronte alla felicità di vedere la nipotina tutta sorridente mentre rincorre i piccioni in piazza delle Carceri. Dalia ha 17 mesi, va all’asilo nido. A casa c’è nonno Urano ad aspettarla tutti i giorni per la passeggiatina pomeridiana dentro le mura. «Non sono io il nonno baby sitter – scherza Urano Corsi, esperto di tradizioni locali, anima del basket pratese – Per le faccende quotidiane ci sono le nonne. Non ho mai cambiato un pannolino ma saprei come farlo». In questo periodo Urano non può fare a meno di tenere la sua Dalia in braccio, di farla sgambettare e giocare nelle piazze del centro storico. «Il Covid? Sto al rischio e mantengo tutte le precauzioni, mascherina in primis».
Viso coperto anche in casa quando c’è la nipotina?
«Onestamente no, è impensabile anche se so che è raccomandato. Ma non sono certo un negazionista, anzi. Dico solo che quando è nata la nipotina ho rifatto il quadrivalente perché ritengo che la copertura vaccinale sia fondamentale».
Non si sente un nonno a rischio per il fatto che la bimba frequenta un asilo nido, per quanto esistano rigidi protocolli di sicurezza per queste strutture?
«Trovo anch’io che i nidi siano ambienti sicuri. Le educatrici di Dalia sono straordinarie, hanno una grande attenzione per bimbi così piccoli e per i protocolli di quarantena. Del resto, a 17 mesi è normale prendersi un raffreddore. Se poi è Covid, vorrà dire che starò al rischio. Incrocio le dita: ho 71 anni, sono sempre stato uno sportivo».
Come si fa conciliare in questa fase il ruolo sociale dei nonni con l’esigenza di proteggere i soggetti più fragili dal virus?
«Mio figlio lavora in banca, mia nuora fa la commessa. Cerchiamo di dare una mano nella loro organizzazione quotidiana mantenendo tutte le precauzioni possibili. E poi ci fa piacere accudire la nipote, non vorremmo perderci un momento della sua crescita. Da bambino non mi sono goduto i nonni, non ho mai saputo cosa significa crescere con loro. Vorrei che Dalia non si perdesse questi momenti». –
Maria Lardara
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