Il dolore
Muore per il Covid un pratese di 55 anni
Un’altra vittima della pandemia e casi di nuovo in aumento: sono 227. Quattro medici contagiati (due sono ricoverati)
prato
La vittima numero 63 del Covid a Prato è una delle più giovani dall’inizio dell’epidemia. Si tratta di un uomo di 55 anni, Paolo Covicchio, residente a Prato, il cui decesso è stato comunicato nel bollettino della Regione sulla pandemia. A fine aprile era morto un assicuratore di 54 anni, Luciano Cimmino, e lo scorso 11 settembre un imprenditore di 51 anni, Alberto Giusti, che era stata anche la prima vittima della seconda ondata del virus.
Ma sul fronte dei contagi, nonostante sia stato detto che i ritardi accumulati dall'Asl Toscana Centro nella lavorazione dei tamponi siano stati risolti, non arrivano buone notizie per la provincia di Prato, dove il bollettino regionale segnala 227 nuovi casi (164 a Prato, 20 a Montemurlo, 12 a Vaiano, 12 a Carmignano, 8 a Poggio a Caiano, 8 a Vernio e 5 a Cantagallo), che portano il totale a 2.844. Tra i nuovi casi si contano anche due bambini di sei anni. Prato oggi è la seconda provincia più colpita dopo Firenze (626). In Toscana si segnalano anche 7 decessi, mentre il totale dei nuovi casi, 1.708 su 8.156 tamponi, è in calo rispetto al giorno precedente. L'età media dei 1.708 casi odierni è di 48 anni circa (il 12% ha meno di 20 anni, il 25% tra 20 e 39 anni, il 35% tra 40 e 59 anni, il 18% tra 60 e 79 anni, il 10% ha 80 anni o più).
Aumentano i ricoverati nei reparti Covid, che sono 987 (64 in più rispetto a ieri), e quelli nelle terapie intensive: 130 (11 in più). Oltre al decesso di Prato, la Regione ne comunica uno a Firenze, uno a Pistoia, due a Pisa, uno a Livorno e uno ad Arezzo.
Medici contagiati. I medici di famiglia e quelli che lavorano in ospedale sono in prima linea e stanno pagando un prezzo molto alto. Secondo quanto appreso, tre medici di famiglia sono risultati positivi negli ultimi giorni e uno è stato ricoverato in ospedale. Un altro medico, che lavora al Santo Stefano, è stato ricoverato dopo aver accusato i sintomi del Covid. Al momento l’Asl non conferma.
La piattaforma flop. Passati ormai 10 giorni dall’annuncio dell’attivazione di una piattaforma regionale (referticovid.sanita.toscana.it) sulla quale ognuno, dopo essersi registrato, avrebbe potuto vedere i risultati del proprio tampone Covid, si può dire che la piattaforma non funziona. Una volta effettuata la richiesta, arriva un messaggio sul telefono, ma invariabilmente compare la scritta “Attualmente non sono presenti dei referti CoViD19 per te (nonostante l’esame sia stato fatto da più di una settimana, ndr). Il tuo test potrebbe essere ancora in lavorazione nei nostri laboratori. Riprova più tardi”. Inoltre nella schermata iniziale si avverte che sulla piattaforma non sono disponibili i risultati dei test rapidi “drive through”, cioè della stragrande maggioranza di quelli che vengono fatti in questi giorni, e per i quali bisogna comunque rivolgersi al medico di famiglia.
Quanto alle prenotazioni dei test rapidi, queste funzionano ma i posti cominciano a scarseggiare. Ieri, per esempio, risultavano esauriti quelli al Centro Giovannini e al “drive through” dietro la sede della Misericordia in via Galcianese.
I ricoveri. Nonostante la valanga di casi negli ultimi quattro giorni, l’ospedale tiene. Nel reparto Covid risultano ricoverate 63 persone, 6 a Malattie infettive, 14 in Terapia intensiva. Quest’ultimo reparto può essere potenziato fino a 20 posti letto. —
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