Finanza
Chiuse per un mese le case del popolo
Sospesa l’attività di somministrazione di alimenti e bevande Per molti circoli potrebbe essere davvero l’inizio della fine
PRATO
Da ieri mattina, lucchetti e serrature chiuse per tutti i circoli e le associazioni ricreative del pratese che hanno bar o punti ristoro. Si tratta di un’altra serrata per i circoli Arci, Mcl, Acli o Aics che non abbiano la licenza pubblica per la somministrazione delle bevande, ma solo quella privata ad uso dei soci. Un altro mese di chiusura totale, in sostanza, che finirà solo il prossimo 24 novembre se non interverranno delle norme in deroga a quanto deciso dal Governo. La notizia è arrivata martedì sera con una precisazione del ministero degli Interni al Dpcm del 24 ottobre in cui è stato scritto che “la sospensione dei centri culturali, sociali e ricreativi, determina la sospensione della somministrazione di alimenti e bevande effettuata a beneficio dei soci o di frequentatori occasionali” all’interno appunto dei locali circolistici. Di fatto, da ieri mattina tutti i circoli ricreativi del pratese che non hanno la licenza pubblica, la stragrande maggioranza, per non incorrere in sanzioni hanno buttato giù la saracinesca. Di nuovo circoli e case del popolo chiuse, una situazione che penalizza pesantemente l’Arci, l’associazione più presente sul territorio con ben 52 strutture. Dopo la chiusura totale da fine marzo ai primi di maggio, arriva un altro tzunami.«Non c’è interpretazione. La nota del ministero degli Interni impone di non somministrare niente, né bevande né alimenti nei circoli associativi, significa in sostanza chiudere per un altro mese», spiega Enrico Cavaciocchi, presidente provinciale dell’Arci. Nel mezzo di questa nuova serrata totale vengono a trovarsi, solo nel mondo Arci, un centinaio di banconieri, fra quelli che sono a contratto dipendente e quelli con altre forme di impiego, e ad oggi non è previsto alcun ristoro per la chiusura dei circoli associazionistici. La notizia della chiusura sta facendo rumore, ma soprattutto inciderà sul futuro della vita di molte associazioni già indebitate nella fase del primo lockdown. Per qualche struttura questo mese di chiusura potrebbe essere fatale. «La situazione adesso è davvero preoccupante per molti circoli. Almeno nel mondo Arci pratese, i circoli con licenza pubblica di somministrazione bevande sono pochi, pochissimi. La maggior parte con questa nuova serrata rischia di non riaprire più, proprio per il sovra indebitamento esistente», dice Cavaciocchi.
«I circoli Arci, Acli, Mcl così come tutti gli altri circoli presenti sul territorio sono presidi sociali importanti, in particolare nelle frazioni. La chiusura imposta dall'ultimo Dpcm farà mancare punti di riferimento importanti per la comunità e senza opportuni sostegni rischia di farli scomparire». —
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