La manifestazione
Ossani: «Stop che ci mette in ginocchio»
Il gestore è sconfortato per la chiusura della sala Eden. L’assessore Squittieri: «Possiamo solo intervenire sulla Tari»
PRATO
In via Cairoli, domenica sera 150 persone al cinema Eden c’erano. Sedute, distanziate e con tutti crismi di sicurezza. Lì a vedere uno dei tre film in proiezione nella multisala del centro di Prato. Ma ora con la nuova chiusura imposta dal Dpcm del 24 ottobre, iniziata ieri, il ragionamento cambia un’altra volta e Eros Ossani, patron dell’Eden che ha fatto di tutto per rimettere in pista il cinema pratese, butta fuori fuoco e fiamme.
«Il cinema è rimasto l’unico divertimento e cultura a costi ragionevoli e ora con questo nuovo mese di blocco possiamo dire stop – dice il gestore del cinema Eden – già da giugno scorso abbiamo affrontato la difficoltà di far ripartire i cinema con grossi problemi di distribuzione dei titoli. Pur mettendocela tutta, la difficoltà nei mesi scorsi era anche nella distribuzione dei film. Ma adesso, questo stop è il botto finale. Sarà difficile riaprire dopo il 24 novembre».
Sessantamila euro, secondo Ossani, sono le spese di gestione senza rientro che il suo cinema ha dovuto sostenere dal primo lockdown di marzo fino ad ora. E adesso, anziché riprendersi e progettare sui prossimi mesi, arriva la serrata.
«Non so come faremo. In questi mesi mi ha aiutato un po’il comune di Prato con una iniziativa a luglio e il proprietario dei locali che mi aveva sospeso l’affitto. Bisogna che il Comune ci dia una mano sulle imposte». È un fiume in piena, Eros Ossani: «È stato registrato un solo contagio nei cinema e nei teatri, seguiamo le regole di sicurezza in tutto e per tutto ma si vede che la nostra categoria non ha forza. Non conta. E si richiude. Temo che qui dopo il 24 novembre riapriranno in pochi nel commercio». Gli strumenti per qualche aiuto, però, ci sono. Lo conferma Benedetta Squittieri, assessore al bilancio e alle attività produttive di Prato.
«Lo strumento attivo e l’unica leva sulla quale il comune può agire è quella della Tari. Abbiamo già inserito, come si sa, lo sgravio fiscale alle aziende ed esercizi commerciali chiusi durante il primo lockdown, da marzo a maggio. Possiamo in questo caso inserire anche il mese dal 24 ottobre al 24 novembre, riducendo ancora la tassa dei rifiuti, è l’unica misura tangibile e rapida sulla quale possiamo agire. Il resto dei rimborsi spetta al governo, come è stato comunicato». –
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
