Il Tirreno

Prato

LA RISTORAZIONE ALLE CORDE 

Al Fiaschemberg aperti a pranzo due giorni su sette

M. L.

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Furono i primi ad aprire sei anni fa in via Settesoldi, cuore della movida pratese. Forse per questo fa ancora più male la decisione di tirare giù la serranda cinque giorni su sette, per effetto dell’ultimo Dpcm. Una decisione dolorosa ma inevitabile per Paolo Colzi, titolare del locale Fiaschemberg. «Fino al 24 novembre aprirò solo il sabato e la domenica a pranzo. Un test, una scommessa, per vedere se i pratesi che solitamente frequentano il centro all’ora di cena torneranno anche per il pranzo nel fine settimana». Piccoli tentativi di sopravvivenza da parte del mondo della ristorazione pratese messo a dura prova dal “coprifuoco” delle 18. «Difficile pensare di andare avanti con i pranzi nei giorni feriali – ammette Colzi – Poche le persone in giro, per il calo del turismo e il personale degli uffici in smart working. Tanta è la rabbia unita alla frustrazione: ci si stava riprendendo ora dalla botta del lockdown di primavera». La sensazione di scoraggiamento è confermata da Renzo Bellandi del ristorante Megabono, presidente della Fiepet Confesercenti pratese. «Per cercare di salvare il salvabile – propone – si potrebbe provare a organizzare una rete per le consegne a domicilio unendo le forze degli esercenti». C’è chi come il Gradisca ha rimodulato l’orario dalle 16 alle 18 nei giorni feriali giocando la carta dello spritz a domicilio su prenotazione e chi, come il ristorante etiope Kaldi’s Kaffè sarebbe orientato a continuare con il take away. In piazza San Domenico si è reinventato letteralmente il locale Le Garage Bistrot: anticipando i tempi, il ristorante di Carlo Aiazzi si era trasformato in una bottega alimentare con gastronomia, piatti pronti e possibilità di consegne a domicilio. Tempi duri anche per i circoli Arci che fanno ristorazione. Da sabato scorso è giù il bandone del circolo 29 Martiri di Figline. Ma qui il Dpcm c’entra fino a un certo punto: uno dei soci è risultato positivo nella serata del 17 ottobre. «Si tratta di un volontario della pizzeria – racconta Enrico Cavaciocchi, presidente dell’Arci provinciale – L’Asl ci ha informato sabato scorso della sua positività, pertanto l’attività è stata chiusa». Lo stop andrà avanti fino al 2 novembre, giusto il tempo di far trascorrere due settimane di quarantena. –

M. L.

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