Il Tirreno

Prato

scuola 

Nuove quarantene a Mascagni e Buzzi Pasti ai bambini, non ci sarà il bis

M. L.

2 MINUTI DI LETTURA





PRATO

Quattro quarantene in un mese, il primo di questo complicato anno scolastico. In questi casi la burocrazia Covid può diventare un dramma ed è Paola Pancini, direttrice amministrativa dell’istituto comprensivo Mascagni, a spiegare il perché . «Difficile comunicare con l’ufficio igiene dell’Asl: talvolta ci tornavano indietro le mail inviate». L’ultima quarantena ha interessato una classe della primaria Mascagni, in isolamento da martedì.

Le quarantene. «Ormai sappiamo se uno studente è positivo solo se ce lo comunicano i genitori i virtù del patto di corresponsabilità », ammette la preside del Mascagni Claudia Del Pace. Se la famiglia non parla l’italiano, la fatica è maggiore: alle Mascagni il 60% degli studenti è di origine cinese, molti dei quali non stanno frequentando in questo periodo. Da San Paolo alla zona est della città, dagli studenti più piccoli a quelli più grandi. Tre sono le classi in quarantena all’istituto Buzzi, l’ultima è stata messa in isolamento martedì. «La situazione è sotto controllo – rassicura il preside Alessandro Marinelli - su 87 classi, tre in quarantena rappresentano un dato fisiologico».

Mensa: niente bis. In tempi di Covid, il piatto piange: niente bis nelle porzioni servite a mensa. I genitori si lamentano con i presidi, i presidi rimandano al Comune che gestisce il servizio di refezione scolastica attraverso il gruppo Camst. «Ho trasmesso la segnalazione di una mamma agli uffici comunali anche perché non è la scuola che eroga il servizio», racconta Mario Battiato, preside del comprensivo Gandhi. Anche Tina Abbate, preside del Castellani, ha ricevuto qualche lamentela per via di «porzioni troppo ridotte», idem Mariagrazia Ciambellotti del Marco Polo. «Ne abbiamo parlato anche al consiglio d’istituto – racconta Ciambellotti - Mi risulta che le quantità siano aumentate». Marco Fedi, preside del Convenevole, ha ricevuto osservazioni sull’acqua: la borraccia con cui vengono mandati i bambini a scuola non basta sempre per tutta la giornata, compreso il pranzo. «L’acqua non può essere servita a mensa: la soluzione della doppia borraccia non è vista di buon occhio dai genitori che pagano comunque il contributo per la refezione». Martedì si è tenuto un incontro tra Comune, Camst e Filcams Cgil, in rappresentanza delle lavoratrici della mensa. «La normativa anti-Covid ha costretto a rivedere logistica e orari vietando il bis delle portate – fa notare Nunzio Martino, segretario provinciale della Filcams Cgil - Il servizio deve essere erogato per il tempo strettamente necessario in modo da ridurre il più possibile contatti con i bambini». —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa