Il Tirreno

Prato

inchiesta a luci rosse

Video di sesso di gruppo inviati all'ex marito dell'amica: chiuse le indagini

L'ingresso del Palazzo di giustizia di Prato (foto d'archivio)
◗
L'ingresso del Palazzo di giustizia di Prato (foto d'archivio)

L'avviso è stato inviato dalla Procura all'unica indagata, una trentacinquenne accusata del reato di revenge porn

2 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Sesso di gruppo con molte donne e un solo uomo, anche con alcune situazioni particolarmente perverse e raccapriccianti. Scene squallide presenti in alcuni filmati trovati nei computer dei protagonisti dell'inchiesta di revenge porn, cioè l'illecita diffusione di foto e video a sfondo sessuale, che ha portato in questi giorni la Procura a spedire un avviso di chiusura indagini. Indagata soltanto una donna di 35 anni, accusata di aver inviato parte di quei filmati sul telefono del figlio e dell’ex marito di una delle protagoniste, circa 60 anni, che ha poi denunciato tutto ai carabinieri e la storiaccia è finita sulla scrivania del procuratore capo Giuseppe Nicolosi.

Nell’inchiesta non sarebbero emersi particolari tali da far pensare a un’estorsione, per cui l’unico reato a carico della donna più giovane è il revenge porn. Il motivo per cui la trentacinquenne avrebbe deciso di inviare quei video hard ai parenti della rivale ignari di essere stati filmati, secondo gli inquirenti, risiederebbe in una richiesta di denaro di 1.700 euro fatta in precedenza alla sessantenne a titolo di rimborso spese per l’organizzazione dei festini. Richiesta di denaro che non è andata a buon fine. Ma non ci sarebbero state minacce o ricatti veri e propri, solo l'invio dei video delle orge.

Nessuna altra denuncia è stata presentata in seguito alla diffusione dei filmati anche se i festini non erano sporadici ma erano organizzati tramite una chat sembra con la partecipazione sempre dell'ex marito della trentacinquenne, poi deceduto, che era l'unico maschio a partecipare a queste attività mentre le donne, oltre alle due signore, erano presenti durante questi intrattenimenti altre donne di età che vanno dai 35 ai 60 anni. Gli episodi si sarebbero svolti dal 2017 al dicembre 2019. Ora la donna indagata ha venti giorni di tempo per chiedere di essere interrogata o inviare una memoria difensiva. Poi  la procura deciderà se archiviare o chiedere il rinvio al giudizio al giudice per le udienze preliminari.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore