Il Tirreno

Prato

archeologia industriale 

Gemellaggio fra gualchiere, Coiano è pronta a dare una mano a Remole

Alessandro Formichella
Un momento dell’iniziativa organizzata sabato scorso alla Biblioteca Lazzerini in occasione della Giornata del Fai
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Un momento dell’iniziativa organizzata sabato scorso alla Biblioteca Lazzerini in occasione della Giornata del Fai

Nella giornata del Fai Firenze chiama Prato. E la risposta non potrà mancare. Iniziative per recuperare lo storico edificio in stato di abbandono

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PRATO. Nella giornata del FAI, Firenze chiama Prato. E l’appello questa volta è per salvare la gualchiera trecentesca di Remole, comune di Bagno a Ripoli e proprietà del comune di Firenze, dal 1980 lasciata in stato di abbandono sulla riva sinistra dell’Arno. L’esperienza della gualchiera sul Bisenzio a nord di Prato, attraverso l’associazione “Insieme per il recupero della gualchiera di Coiano” presieduta da Roberto Dei, che da anni lavora al restauro e alla conservazione di questo importante sito di archeologia industriale, ormai fa strada.

Sabato pomeriggio alla Biblioteca Lazzerini si è discusso proprio di questo, alla presenza del sindaco Matteo Biffoni e dell’assessore Valerio Barberis fino ai rappresentanti di “Italia Nostra” di Firenze e delle associazioni di cittadini che vogliono salvare le gualchiere di Remole. Un vero e proprio gemellaggio fra gualchiere, quella di Prato e quelle di Bagno a Ripoli, per rafforzare reciproche iniziative che portino le amministrazioni comunali ad investire nel restauro e nella valorizzazione di questi edifici. Due città assieme, la cui fortuna economica e sociale è partita anche da qui, secoli fa. Assenti le rappresentanze comunali di Bagno a Ripoli e di Firenze e non poche le critiche rivolte alle due città.

«A Prato state vivendo una bella esperienza con un sindaco e un’amministrazione comunale che vi ascoltano e che partecipano al recupero di questi importanti edifici pre-industriali – hanno detto in diversi fra i fiorentini intervenuti – questo purtroppo non accade né a Bagno a Ripoli né a Firenze, dove siamo inascoltati».

Ed ancora «una città che guarda ormai al guadagno subito e immediato facendo cadere nell’oblio la sua origine. Le gualchiere di Remole dove si follavano i panni fiorentini sembra che non abbiano più valore», hanno ripetuto altri.

Intanto il lavoro dell’associazione pratese per il recupero della gualchiera di Coiano acquista sempre più rilievo. E la conferma arriva da questa nuova unione fra Prato e l’area fiorentina. Alla ufficializzazione dell’iniziativa di sabato pomeriggio ha fatto seguito ieri, domenica, una mostra degli artisti fiorentini Piero Gensini, scultore, e di Fiorella Noci. Piero Gensini, è l’unico e ultimo abitante nel complesso delle gualchiere di Remole dove ha anche l’atelier di lavoro. Un'esperienza unica, quella di Gensini, composta di arte e vita di ogni giorno.

«Stiamo dimenticando le nostre origini - ha detto lo storico Fabrizio Trallori - in una realtà in cui facciamo molta fatica a fare rete e gioco di squadra. Ci stiamo dimenticando che le gualchiere furono gli edifici pre-industriali che aprirono le porte all'industria dei panni sia a Firenze sia a Prato». Poi le proposte, come quelle di Mauro Franceschini del circolo Arci I Risorti. «Cari amici fiorentini vedrete che ce la faremo. Organizzeremo un trekking di due giorni da Prato a Remole, e verrà anche il sindaco Biffoni. Poi un'altra iniziativa, una cena di autofinanziamento da farsi nell'aia delle gualchiere di Remole». Se Firenze chiama, Prato risponde.

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