Sicurezza
Un team di sei infermieri a disposizione dei cittadini
Con la nuova figura, punto di riferimento delle famiglie nel presidio di Montemurlo, l’Asl intende rafforzare la sanità del territorio e diminuire gli accessi impropri al pronto soccorso
MONTEMURLO. Da lunedì 19 nel presidio distrettuale di Montemurlo arriverà l’infermiere di famiglia a disposizione degli oltre 19.000 abitanti del Comune. Il modello dell’infermiere di famiglia, che è già stato attivato nei presidi distrettuali di Poggio e Carmignano, Vernio e Vaiano, prenderà il via anche a Montemurlo ed entro la fine dell’anno entrerà in funzione su tutto il territorio pratese. A Montemurlo sarà presente un team di sei infermieri di famiglia, nel rapporto di uno per 3.200 abitanti. Il servizio infermieristico territoriale sarà garantito tutti i giorni dalle 7 alle 19, dal lunedì alla domenica, compreso i festivi. Ogni infermiere avrà poi un numero di cellulare al quale le famiglie potranno far riferimento per le varie necessità di cura e di assistenza durante la giornata. Un modo anche per evitare accessi impropri al pronto soccorso, ma trovare subito una figura di riferimento alla quale rivolgersi per trovare soluzioni alle necessità assistenziali dell'utente e dare così sollievo a tutta la famiglia.
Quello dell’infermiere di famiglia infatti è un modello assistenziale che prevede la presa in carico della singola famiglia e dell’intera comunità che insiste in un’area territoriale. «L'infermiere di famiglia rappresenta un importante servizio per avvicinare i servizi sanitari ai cittadini attraverso il potenziamento dell'assistenza territoriale. – sottolinea il sindaco di Montemurlo Simone Calamai – Inoltre gli infermieri rappresenteranno dei veri punti di riferimento per le famiglie che talvolta, nel dover gestire l'assistenza ai propri congiunti, si trovano disorientate. Un riferimento dunque dal un punto di vista sanitario e relazionale, ma anche un supporto per la gestione delle pratiche amministrative per la richiesta, ad esempio, dei vari ausili per il malato o altri servizi accessori».
L'infermiere di famiglia infatti è un riferimento per le famiglie e garantisce una presa in carico personalizzata assicurando la continuità assistenziale ed una risposta pro-attiva e di prossimità: al domicilio e nel territorio dove il bisogno assistenziale si presenta. L'infermiere lavora in collaborazione con il medico di medicina generale e gli altri professionisti del percorso assistenziale in modo da fornire le risposte più appropriate ai bisogni di salute, assicurare la gestione delle malattie croniche e delle disabilità ed i processi di cura e assistenza dopo le dimissioni dall’ospedale.
«La partenza del progetto infermiere di famiglia a Montemurlo è un ulteriore tassello nell’implementazione della rete dei servizi territoriali della zona pratese e in questo periodo di emergenza sanitaria abbiamo verificato come sia parte essenziale del sistema sanitario – ha detto Lorena Paganelli, direttore zona distretto e Società della salutea Area pratese – Il progetto è parte integrante di un modello di sanità territoriale che vede al centro la persona e la sua famiglia con attorno i vari servizi sociali e sanitari che si integrano fra loro, con un ruolo fondamentale del medico di medicina generale, che lavorano insieme per far si che la persona possa essere curata e assistita il più possibile al proprio domicilio ed evitare così accessi ospedalieri impropri, soprattutto in questo periodo di emergenza sanitaria Covid».
L’infermiere di famiglia ha anche il compito di orientare il cittadino e la famiglia verso gli accessi più appropriati ai servizi ed ai percorsi di salute, è un punto di riferimento che si aggiunge a quello fondamentale rappresentato dal medico di medicina generale.
L'infermiere di famiglia rappresenta una figura di riferimento per tutto il nucleo familiare, non solo per la persona che necessita di assistenza. – spiega Sonia Simonetti, posizione organizzativa infermieristica – L'infermiere infatti prende in esame la situazione di tutta la famiglia dell'assistito e può richiedere l'integrazione dei servizi sociali o richiedere la consulenza di esperti in varie discipline, in una presa in carico più amplia, che tuteli anche la qualità della vita del nucleo familiare». L’attività degli infermieri fra gennaio e settembre di quest’anno a Montemurlo ha visto 3.755 accessi, 4.117 prestazioni, 552 assistiti, di cui 485 oltre i 65 anni .
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
