Sicurezza
Ricoverati ancora in aumento ma gli ospedali sono pronti
L’epidemiologo dell’Asl Francesco Cipriani: «Per i casi gravi la situazione è simile a quella della prima ondata ma adesso sappiamo di più»
PRATO
È la nuova ondata del Covid 19. Forse più mite come carica virale, o così sembrerebbe, ma i numeri crescono. Se lunedi 5 ottobre i ricoverati per Coronavirus all’ospedale di Prato erano 8, alla data di ieri, dopo una settimana, erano già 24. Un aumento di più del cento. Inoltre ci sono 5 pazienti nei letti della terapia intensiva dell’ospedale Santo Stefano a causa delle loro gravo condizioni: un numero che non ha subito incrementi. Per adesso.
«A parità di sintomatologia, l’aggravamento risulta identico a quello della prima ondata, ma ora sappiamo di più, conosciamo di più il virus e siamo più aggressivi nella terapia. Elementi per dire che il virus sia indebolito però non ci sono. Ci sono più casi ma sono meno gravi – spiega l’epidemiologo dell’Asl Toscana centro Francesco Cipriani – L’andamento del contagio anche questa volta è esponenziale».
Comunque l’Asl fa sapere che in caso di necessità gli ospedali pratesi sono pronti a far fronte ad un aumento dei casi. I posti in terapia intensiva sono 40, a fronte di 5 attuali ricoverati, mentre per quanto riguardo i reparti Covid, in breve tempo ne potrebbero essere aperti altri, che sono già predisposti dal punto di vista della sicurezza.
«Dobbiamo resistere almeno quattro mesi siamo vicini ad affrontare il Covid 19 con vaccini e terapie appropriate, dobbiamo tenere duro, resistere con le massime precauzioni. Nessuna leggerezza o la situazione può diventare di nuovo pesante. Gli anziani si devono muovere il meno possibile, non fermarsi nei luoghi esterni a lungo»: il dottor Francesco Cipriani lo ripete come una sorta di “loop”, resistere con tutte le precauzioni, evitare ogni forma di assembramento, anche se i casi di questa seconda ondata sono tutti di origine familiare.
«Il problema c’è. Ripeto, l’andamento è simile a quello della prima ondata ma i casi appaiono meno gravi. L’età media dei contagiati si è abbassata molto, adesso siamo sui 40-42 anni. I casi sono spesso di contagio all’interno della stessa famiglia» prosegue l’epidemiologo dell’Asl toscana centro.
Francesco Puggelli, presidente della provincia, fa riferimento invece alla necessità di adottare i cosiddetti test rapidi salivari, sia per le scuole sia per ogni altra necessità. Buoni come affidabilità e specificità, i test rapidi danno una risposta in 15 minuti e potrebbero essere acquistate delle particolari macchine di analisi con cui dotare anche le scuole. Intanto da questa settimana, dieci medici scolastici sono in azione a supporto delle attività sanitarie delle scuole pratesi. In attesa di vaccini e terapie sempre più specifiche, che potrebbero essere vicini. —
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