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Covid, focolaio in una casa di riposo Alunna positiva, una classe va a casa

paolo nencioni
Covid, focolaio in una casa di riposo Alunna positiva, una classe va a casa

Sono 33 i nuovi casi segnalati in provincia di Prato, di cui sette a Vernio e quattro nella Rsa Villa Amelia Orari dei locali: non cambia nulla. Via alla vaccinazione anti-influenzale, ma solo dal medico di famiglia

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prato

Sono 33 i nuovi casi di positività al coronavirus segnalati ieri in provincia di Prato nel bollettino quotidiano della Regione sull’epidemia. Un numero che porta il totale a 1.094 dall’inizio dell’epidemia, con una forte impennata nei primi giorni di ottobre. Giovedì i nuovi casi erano stati 25, di cui 19 a Prato, due a Vernio e uno a Cantagallo, Carmignano, Montemurlo e Poggio a Caiano. Continua dunque a salire la curva dei contagi, non solo a Prato ma anche sul resto del territorio regionale, dove nelle ultime 24 ore si contano 483 nuovi casi, il 2,9% in più rispetto al totale del giorno precedente, su 10.781 tamponi eseguiti, con una percentuale di positivi su tamponi eseguiti pari al 4,48%. Si segnalano anche tre decessi: uno a Firenze, uno a Massa, uno riferito a una persona residente in un’altra regione.

Riguardo ai nuovi 33 casi segnalati dalla Regione a Prato (di cui ben 7 a Vernio, due a Carmignano, uno a Cantagallo e 23 nel capoluogo), l’Asl Toscana Centro ha spiegato che tra questi ci sono quattro minori ed è stato individuato un piccolo focolaio in una casa di riposo, la Rsa Villa Amelia di via Edison, alle Badie. Qui sono stati trovati quattro positivi, per due dei quali si è reso necessario il ricovero in ospedale. Sono stati fatti un centinaio di tamponi tra operatori e ospiti della struttura e la situazione è in evoluzione.

Alunna positiva, compagni a casa. Gli alunni di una prima classe della scuola media Pertini a San Quirico di Vernio sono stati rimandati a casa ieri mattina quando al preside Daniele Santagati è arrivata notizia della positività di una studentessa al tampone Covid. Il preside, come già fatto in altre occasioni, ha deciso autonomamente in attesa delle disposizioni dell’Asl. Nei giorni scorsi erano state chiuse la scuola elementare e la materna di Montepiano, dopo tre positivi all’elementare (una maestra, una custode e un alunno).

Giovedì il sindaco di Vernio, Giovanni Morganti, aveva fatto il punto sui casi di Covid nel suo comune. «Mi sento in obbligo di intervenire per ristabilire la verità sulla situazione – ha scritto il sindaco – viste le notizie infondate e allarmistiche che si sono diffuse tra la popolazione circa la presenza di un numero di soggetti positivi al Covid fuori misura rispetto alla media provinciale. A Vernio attualmente di registrano, secondo i dati forniti dalla ASL, 21 casi positivi e 27 persone poste in quarantena, i casi sono concentrati in pochi nuclei familiari. Su 21 casi, 20 sono in isolamento presso il proprio domicilio e risultano asintomatici o con sintomi lievi, una sola persona è ricoverata in ospedale in via precauzionale. Oltre il 60% dei casi risulta concentrato nella zona di Montepiano, per questo l’amministrazione comunale ha richiesto alla Asl di attivare un intervento di monitoraggio per tenere sotto controllo l’evoluzione della situazione. Si tratta per lo più di casi collegati a gruppi familiari e all’ambito della scuola primaria. Il dato risulta del tutto in linea con le medie provinciali, ci dice però che anche Vernio deve fare i conti con responsabilità con la pandemia e che tutti noi abbiamo un ruolo fondamentale nel contrastarla. In questo momento diventa quindi ancora più importante rispettare scrupolosamente le regole, a partire dall’uso della mascherina e dal distanziamento sociale, evitando assembramenti di ogni genere».

Influenza, via alla vaccinazione. Stanno arrivando in questi giorni nelle farmacie i vaccini anti-influenzali, mai come quest’anno utili per aiutare anche nella lotta contro il Covid (per evitare di intasare gli ospedali e per evitare di confondere i sintomi dell’influenza con quelli del Covid). A ogni singolo medico di famiglia ne vengono consegnate partite di 60 alla volta. Ci sono i vaccini semplici, quelli “adiuvati” con proteine attive per le categorie a rischio e quelli per prevenire la polmonite pneumococcica. Dalla prossima settimana partirà la vaccinazione vera e propria negli ambulatori a richiesta degli assistiti. I medici di famiglia avevano chiesto di poter utilizzare gli spazi dei distretti socio-sanitari, ma al momento l’Asl ha concesso solo, in certi orari, il Centro Giovannini. Dunque la campagna di vaccinazione sembra destinata a durare molte settimane.

Ieri l’Asl ha reso noto che i medici di famiglia hanno già prenotato 177.000 vaccini tra Firenze, Prato e Pistoia.

Ordine pubblico. Ìeri si è riunito anche il Comitato provinciale per la sicurezza e l’ordine pubblico che sostanzialmente, sul fronte Covid, non ha deciso niente, se non che continueranno gli incontri tra il Comune e le associazioni di categoria per evitare gli assembramenti davanti ai loclai pubblici. Nessuna limitazione di orario, dunque, e di fatto nulla cambia anche per quanto riguarda l’uso delle mascherine nei luoghi pubblici. In Toscana ormai da mesi valeva la regola secondo la quale le mascherine devono essere indossate quando non si può garantire il corretto distanziamento di un metro e così bisognerà continuare a fare. —



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di Redazione web