Gioco
I robot poliziotti ancora ai box Sempre annunciati, mai arrivati
I prototipi realizzati dalla Scuola di Sant’Anna sono costati centomila euro ma ancora non hanno mosso un passo sulle ciclabili. Se ne parla da tre anni
prato
Finora sono costati alle casse pubbliche quasi centomila euro, ma non hanno ancora mosso un passo in campo aperto, e non c’è la certezza che potranno mai farlo senza ulteriori investimenti.
Stiamo parlando dei due prototipi di robot battezzati B-Ghiro sitter che avrebbero dovuto pattugliare le piste ciclabili e che invece sono ancora ai box.
Dei due robot, sul cui impiego fin dall’inizio sono fiorite facili ironie (“Finiranno nel Bisenzio” fu uno dei commenti più gentili) si è iniziato a parlare nel dicembre 2017 in occasione del bilancio della polizia municipale. «Saranno dotati di sensori in grado di segnalare atti vandalici o manomissioni - si disse allora - e potranno trasformarsi, all’occorrenza anche in infermieri di primo soccorso oltreché interagire con le persone presenti sul posto attraverso un sistema di telepresenza basato su uno schermo, microfoni ed altoparlanti».
Tutto molto bello, avrebbe detto il radiocronista Bruno Pizzul, ma tra il dire e il fare, si sa... È andata a finire che i due prototipi sono diventati oggetto di un caso di scuola di “politica dell’annuncio”. Il loro avvento, infatti, è stato annunciato nell’ottobre 2018 («A dicembre arrivano i B-Ghiro sitter!»), e poi ancora nel febbraio 2019 («Arrivano a marzo!»). A marzo, visto che in effetti non erano arrivati, si disse che sarebbero arrivati a giugno. C’era stato un piccolo slittamento.
Da allora i due prototipi umanoidi, che in realtà assomigliano più a quei famosi nuovi banchi antiCovid, anche loro non ancora pervenuti, sono caduti nel dimenticatoio (non per il consigliere comunale leghista Marco Curcio, che ogni tanto punzecchia la giunta sul tema) e ora sono da qualche parte in un container tra Santa Lucia e via Firenze, il tratto di pista ciclabile che avrebbero dovuto controllare. Nel frattempo però la Regione e il Comune di Prato hanno stanziato 94.724 euro per la loro realizzazione, affidando il progetto al dipartimento di robotica della Scuola Sant’Anna di Pisa, che ha messo insieme una squadra di ingegneri per insegnare ai B-Ghiro sitter (piace pensare un maschio e una femmina) come si va in giro per il mondo senza fare brutti incontri e possibilmente segnalando le situazioni di pericolo, in collegamento con le centrali operative delle forze dell’ordine.
Sarebbero stati molto utili sulle piste ciclabili durante il divieto di circolazione imposto dall’epidemia di Covid, magari intercettando i passanti e chiedendo loro se avevano il permesso di andare in giro, ma il periodo di svezzamento è durato più del previsto e ora nessuno è in grado di fare previsioni sul quando (e forse anche sul se) i due prototipi potranno essere finalmente utilizzati.
Dalla Scuola Sant’Anna raccomandano di pazientare, mentre il dirigente Riccardo Pecorario, responsabile del progetto per conto del Comune, dice che la sperimentazione è completata ma che la piena operatività dei due robot potrebbe richiedere ulteriori investimenti.
Detta in altre parole, al momento i due prototipi non sono in grado di viaggiare sulle piste ciclabili senza qualche umano che li sorvegli. Ma allora sarebbe stato meglio affidare fin da subito la sorveglianza delle sponde del Bisenzio a persone in carne ed ossa. Sono più affidabili e costano meno. —
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