Italia
Resa dei conti nella Lega dopo il flop alle regionali
Quattro consiglieri comunali di Prato chiedono le dimissioni del commissario provinciale Gabriele Genuino: "Gestione sbagliata che ha fatto allontanare il nostro popolo"
PRATO. I panni sporchi si lavano in famiglia, dice il proverbio, ma nel Carroccio pratese l’importante è non perdere tempo dopo le elezioni regionali. A far scattare la resa dei conti il deludente risultato ottenuto a Prato visto che, rispetto alle amministrative del 2019, la Lega al 21,41% ha perso per strada 4.133 voti, quasi ventimila voti in meno rispetto alle Europee. A puntare il dito contro il commissario provinciale Gabriele Genuino, capolista ma arrivato terzo alle spalle di Daniele Spada e Diletta Bresci, sono quattro su sei consiglieri comunali della Lega: Mirko Lafranceschina, Eva Betti, Claudiu Stanasel e Leonardo Soldi.
«Non è azzardato richiedere le dimissioni del commissario - incalza Betti - Da quando si è insediato ha avuto un atteggiamento divisivo. È venuto a Prato da fuori per fare il commissario o il candidato?». Non va giù che un leghista arrivato da fuori Prato con il ruolo di commissario sia finito in lista addirittura come capolista. «Archiviate le amministrative, bisognava che il partito si sviluppasse sul territorio - prosegue Betti - Non c’è stato modo di costruire le candidature tenendo conto anche del criterio di territorialità. Montemurlo non era rappresentata nella lista». Non le manda a dire nemmeno il collega Lafranceschina che ricorda come nel 2018 sia andata male al Pd che aveva candidato per il Parlamento Della Vedova, al quale i pratesi hanno preferito Silli. «Siamo di fronte a una gestione sbagliata che ha fatto allontanare il popolo leghista. Fossi nel commissario non ci penserei molto a presentare le dimissioni». Non bastano intanto le 3.112 preferenze a Spada per andare a Firenze. Ha staccato per un centinaio di voti la poggese Diletta Bresci. «Soddisfatto del risultato personale, considerando che la mia era una candidatura esterna».
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