Italia
E' morto Ennio Saccenti, ex presidente dell'Anpi
Figlio del primo sindaco di Prato, ha guidato l’associazione dei partigiani per 15 anni e per 8 la Circoscrizione Nord. Aveva 80 anni
PRATO. Un lutto pesante per la città, per la sinistra pratese e per l'Anpi, l'associazione nazionale dei partigiani. Nella serata di oggi, 12 settembre, è morto Ennio Saccenti, 80 anni, figlio del primo sindaco di Prato Dino Saccenti. Era nato a Parigi nel 1940, quando il padre e la madre si trovavano in clandestinità. La notizia come un fulmine a ciel sereno è arrivata nella tarda serata di ieri. Prima funzionario della Cgil poi del Pci, uomo considerato di un’affidabilità estrema sia per il sindacato sia per l'allora Partito comunista, aveva dedicato tutta la vita alla politica e dal 2001 all'associazione nazionale dei partigiani.
Una sete e una fede nella giustizia e nei diritti. «Tutta l'Anpi provinciale è in lutto, una morte improvvisa che ci lascia sgomenti» ha commentato Angela Riviello, attuale presidente dell'Anpi di Prato. Ennio Saccenti ha portato l'associazione provinciale dei partigiani dai 200 iscritti di una quindicina di anni fa ai mille circa di oggi, lavorando a tessere rapporti ogni dove fra giovani e anziani sui valori fondamentali della democrazia e della Costituzione. Fu sua l'iniziativa di aprire una sezione dell'Anpi in ogni circoscrizione e comune della provincia, come quella di portare la storia della Resistenza e della Costituzione italiana nelle scuole. Le notizie. almeno fino a ieri sera, sono state frammentarie.
Saccenti, come detto, era figlio di Dino, partigiano e primo sindaco di Prato eletto nel 1946 e poi passato sui banchi della Camera dei Deputati nel 1948 e nel 1953. Ennio ha preso subito l’eredità del padre, la devozione per la libertà e per i valori della Resistenza e della Liberazione. Iscritto fin da giovane nel Partito comunista, fu molto conosciuto e apprezzato soprattutto nel periodo in cui guidò la Circoscizione nord, di cui rimase presidente per otto anni negli anni ’90 e fino ai primi anni 2000. Nel frattempo seguì il partito nei suoi cambiamenti dopo la svolta della Bolognina, passando dal Pci al Pd e poi attraverso l’Ulivo al Pds e ai Ds. Dai primi anni 2000 la sua attenzione si spostò decisamente verso il mantenimento della memoria e dei valori della guerra di Liberazione e della Resistenza: eletto presidente provinciale dell’Anpi di Prato, rimase in carico per ben 15 anni, fino al 2016 quando gli subentrò Angela Riviello. È stato anche presidente del comitato regionale Anpi.
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