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Prato

in tribunale

Guerra del gas, le difese chiedono l'assoluzione con formula piena: "Fatti insussistenti e non ci sono prove"

Francesco Albonetti
Guerra del gas, le difese chiedono l'assoluzione con formula piena: "Fatti insussistenti e non ci sono prove"

Verso la conclusione il processo che vede fra i 5 imputati il direttore generale di Estra Paolo Abati: la sentenza rinviata di 10 giorni

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PRATO. È arrivato a un passo dalla sentenza il lungo processo sulla cosiddetta “guerra del gas” tra Comune di Prato ed Estra Consiag, che prende le mosse da circostanze iniziate addirittura nel 2010. Il giudice ieri pomeriggio ha ascoltato le arringhe difensive degli avvocati dei cinque imputati e ha rinviato la discussione in camera di consiglio al 21 settembre.

Gli imputati, tutti accusati di turbativa d’asta, abuso d’ufficio e abuso di posizione dominante sono Paolo Abati, direttore generale di Estra, Luciano Baggiani, presidente dell’assemblea dei soci di Consiag, i dirigenti di Estra Reti Paolo Quercioli, Cesare Calistri e Alessandro Puccetti. I primi due sono difesi dagli avvocati Rocca e Nigro; Quercioli, Calistri e Puccetti dai legali Lucibello, Cipriani e Denaro.

Nell’ultima udienza di giugno Quercioli e Calistri avevano chiesto l’assoluzione per i loro assistiti. Inoltre, quell’udienza era stata caratterizzata dalla requisitoria del pubblico ministero Lorenzo Gestri, che aveva chiesto al tribunale di Prato di pronunciare sì un verdetto di prescrizione per tutti i reati – essendo trascorsi i termini – ma aveva anche chiesto la loro condanna confermando tutte le accuse.

Di ben altro avviso, durante l’udienza di ieri, l’avvocato Alberto Rocca, che ha chiesto l’assoluzione piena per insussistenza dei fatti contestati ad Abati, men che mai a Baggiani. «È evidente come il fatto non sussista, così come è evidente la necessità che prevalga tale formula sulle altre». Quindi, secondo Rocca, «la non colpevolezza è evidente per l’assenza di ogni prova al riguardo». La tesi dell’accusa è che nel 2010 Estra Consiag ha fatto di tutto per ritardare la gara per l’affidamento del servizio di distribuzione del gas allo scopo di conservare la posizione di monopolio.

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