Il Tirreno

Prato

lutto

E' morto l'industriale Franco Miliotti, patron dello storico lanificio Milior

L'industriale Franco Miliotti
◗
L'industriale Franco Miliotti

L'imprenditore era ricoverato da qualche giorno all'ospedale Santo Stefano e il suo cuore ha cessato di battere la scorsa notte

2 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Grave lutto nel mondo dell'imprenditoria pratese e non solo. All'età di 74 anni è morto Franco Miliotti, contitolare dello storico lanificio Milior insieme ai figli Barbara e Marco. Miliotti era ricoverato da qualche giorno all'ospedale Santo Stefano e la scorsa notte, sabato 12, sarebbe intervenuta una complicazione che ha portato all'arresto cardiaco. Oltre ai due figli gemelli, lascia il fratello Riccardo e la compagna Maria Pia Papini, Il lanificio Milior, fondato dal 1895, da oltre un secolo è un punto di riferimento per l'innovazione industriale e la moda made in Prato. Negli anni '60 è stato il primo a produrre il tessuto elasticizzato per le divise degli sciatori.

"Un grande personaggio del tessile pratese" lo ricorda la Confindustria Toscana nord che esprime cordoglio attraverso il suo presidente Giulio Grossi, definendolo "un uomo solitamente defilato anche nei momenti di massimo successo: ha la sua storia imprenditoriale che parla per lui e ne evidenzia le grandi capacità strategiche e tratti fortemente caratterizzanti, la propensione a guardare avanti e l'apertura verso l'innovazione".
Cordoglio è stato espresso anche dal sindaco Matteo Biffoni e dall'amministrazione comunale di Prato.

Miliotti, ricorda sempre Confindustria, "si è impegnato fin da giovane nell'azienda di famiglia, Milior spa, che, con i suoi antecedenti societari, è una della realtà tessili storiche di Prato. La Miliotti Oreste & Figli era fra le imprese fondatrici dell'Unione Industriale Pratese nel 1912 e lo stesso Franco Miliotti ha espresso un forte e continuativo impegno associativo, venendo ripetutamente eletto nei massimi organi direttivi e giungendo alla carica di vicepresidente. A lui particolarmente congeniale era la delega all'innovazione, che gli è stata più volte attribuita e che richiamava le sue strategie aziendali che avevano portato a nuovi prodotti (in particolare nell'ambito dei tessuti elasticizzati) e a nuovi filoni produttivi (l'abbigliamento). Un altro suo contributo importante in associazione si concretizzò nelle attività per le relazioni di filiera. La sua attività industriale ha abbracciato vari comparti e settori, dentro e fuori il tessile, manifestando sempre uno spirito imprenditoriale autentico e intraprendente e assumendosi in proprio, con la correttezza che gli è sempre stata riconosciuta, i rischi conseguenti scelte coraggiose. Intenso il suo impegno anche in altri ambiti, come quello dell'Associazione Ex Allievi del Buzzi e del Museo del Tessuto".

 

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore