Il Tirreno

Prato

È allarme custodi: ne mancano duecento e si continuerà a ricorrere ai precari

di Maria Lardara
È allarme custodi: ne mancano duecento e si continuerà a ricorrere ai precari

La stima è stata fatta dalla Cgil. Quest'anno ne serviranno di più ma al momento non ci sono

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PRATO. I guai più grossi sono per gli istituti scolastici comprensivi più grandi, quelli con più plessi dislocati sui territori e con più alunni iscritti. Come l’istituto Nord a Prato oppure il Margherita Hack a Montemurlo. Ma sono dolori anche per il Sandro Pertini di Vernio, orfano tra l’altro di preside titolare per il quinto anno consecutivo. Poi ci sono le scuole superiori, come il Gramsci-Keynes che ha chiesto dodici custodi in più. In tanti casi, bisogna tenere conto di certe “fragilità” a fronte di un personale con età media di 55 anni impiegato con mansionario ridotto. Istituto che vai, allarme personale Ata che trovi. Mai come quest’anno, con il Covid, vi sarebbe bisogno di custodi come il pane. Perché le classi si spezzetteranno, gli spazi in più si ricaveranno da ogni dove nel nome del distanziamento, serviranno più sorveglianza, igiene e pulizia degli ambienti didattici.

Ma i custodi dove saranno? Mediamente ognuno dei 28 istituti pratesi ha chiesto all’ufficio scolastico dai sei ai dieci custodi in più, da reclutare dall’organico di fatto (supplenti) o dal cosiddetto “organico Covid” per l’emergenza: questo significa che le scuole pratesi hanno un fabbisogno aggiuntivo di almeno 200 unità di collaboratori scolastici. Giovedì scorso la ministra Azzolina ha firmato il nuovo decreto che ripartisce le risorse per assumere il personale scolastico per l’emergenza, regione per regione. Quanti ne arriveranno a Prato? «Abbiamo bisogno di certezze nei numeri dell’organico – incalza Filomena Di Santo, segretaria della Flc Cgil pratese – Da anni denunciamo la scarsità del personale Ata ma ora, a causa dell’emergenza Covid, sarebbe state necessarie più immissioni in ruolo. Attendiamo ora i numeri del personale aggiuntivo che è stato promesso per affrontare l’emergenza».

Controllo degli accessi, igienizzazione continua di ambienti comuni, maniglie e interruttori, eventuale sorveglianza degli alunni in isolamento con sintomi imputabili al Covid: da settembre i custodi avranno un bel daffare. A Prato le operazioni di immissione in ruolo si sono concluse venerdì scorso. Su 88 posti disponibili, le assunzioni a tempo indeterminato sono state 37: questo significa che meno della metà dell’organico vacante a causa di pensionamenti e trasferimenti sarà coperta con le nomine in ruolo. Non sono rose e fiori nemmeno per gli assistenti amministrativi: su 31 posti vacanti, i neoassunti a tempo indeterminato saranno solo 12. Ancora una volta, il precariato sarà l’ancora di salvezza per il mondo della scuola. Secondo la Flc Cgil, a Prato occorrerebbe il doppio dei custodi in forza. Un altro punto interrogativo sono i docenti con contratto annuale: la nuova procedura informatizzata di inserimento nelle graduatorie si è conclusa da pochi giorni. Non è ancora chiaro come si svolgeranno le operazioni di nomina ma il rischio è che le scuole si ritrovino i supplenti in cattedra solo a ottobre

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