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Offese al consigliere che difende i gay

p.n.
Offese al consigliere che difende i gay

Marco Wong nel mirino degli haters per il sostegno alla legge Zan. Lui: «Li copro con la bandiera arcobaleno»

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“Si metta la mascherina e torni a casa sua! E tolga quella bandiera di merda, che sporca la città” . E ancora: “Guarda un po’, con l’epidemia escono le piattole” . L’obbiettivo delle offese gratuite è il consigliere comunale Marco Wong e l’autore delle offese si chiama Giacomo Molta. Le ha scritte ieri mattina commentando su Facebook un post di Wong risalente allo scorso 31 luglio. La “colpa” di Wong sarebbe di aver pubblicato una foto con la bandiera arcobaleno a sostegno del disegno di legge Zan contro l’omotransfobia: «Ieri sera in piazza S. Francesco – scriveva il consigliere comunale – Perché ero lì? Perché le discriminazioni hanno tutte la stessa radice, opporsi ad alcuni tipi contribuisce a opporsi a tutte le forme di discriminazione».

Qualcuno evidentemente non ha gradito. Tra questi, Giacomo Molta, che ha passato il limite parlando di piattole e di “bandiera di merda”, tanto che il consigliere comunale sta valutando l’ipotesi di ricorrere alle vie legali.

«Mi capita spesso di ricevere messaggi di odio e anche minacce di morte semplicemente per il fatto di avere delle origini diverse e di appartenere a un’altra etnia rispetto a quella della maggioranza – ha commentato Wong sempre su Facebook – Non è piacevole, ma oramai ci sono abituato. Adesso ne ricevo pure per il sostegno pubblico dato al disegno di legge contro l’omotransfobia. Ho deciso di cancellare chi mi odia nel miglior modo possibile, coprendolo con la bandiera arcobaleno (con la quale ha oscurato il nome dell’odiatore, ndr), sperando che quanto prima si possa eliminare in modo altrettanto semplice e indolore questo odio nei confronti del diverso».

A Wong è arrivata la solidarietà del Comitato Gay Lesbiche Bisessuali Trans di Prato, che scrive: «Marco Wong è un cittadino italiano (di origine cinese). Marco Wong si è esposto a difesa della Legge Zan contro l’omobitransfobia come consigliere comunale e come cittadino. Come ci ha raccontato in piazza San Francesco, proprio una riflessione sulla discriminazione subita per le sue origini lo ha portato a sostenere l’ideale di una società inclusiva. Per tutto questo, in poche parole, adesso lo si attacca sui social media. Gli si dice che dovrebbe tornare a casa sua (l’Italia) e che dovrebbe togliere quella bandiera di merXa che infanga la città (la bandiera Rainbow, la bandiera dell’orgoglio lgbtqia+). Noi pensiamo che questi siano i commenti che infangano la città, e infangano il convivere civile alla base di ogni democrazia. Per questo esprimiamo il nostro rispetto, il nostro orgoglio e la nostra piena solidarietà a Marco Wong, che ha fatto sua la nostra battaglia».

«Cari discriminatori, il vento del progresso soffia forte - ha commentato il capogruppo del Pd in consiglio comunale Marco Biagioni - Non lo fermerete coi vostri insulti. Il futuro ha i colori arcobaleno». —

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