Il Tirreno

Prato

Anni Cinquanta: il traffico "slow" in via Strozzi

di Vezio Trifoni
Una foto di via Strozzi negli anni Cinquanta (archivio Ranfagni)
◗
Una foto di via Strozzi negli anni Cinquanta (archivio Ranfagni)

La dodicesima foto dall’archivio Ranfagni: all’inizio della strada l’epigrafe commemorativa del Sacco di Prato

3 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Oggi, 27 agosto, col Tirreno viene regalata la foto delle abitazioni che negli anni Cinquanta ospitarono gli sfollati all’interno del Castello dell’Imperatore. Domani, venerdì 28 agosto, sarà regalata una foto di via Strozzi tratta dall’archivio fotografico Ranfagni. Una delle direttive storiche della città di Prato è appunto via Filippo Strozzi. Per chi volesse prendere questa via da Piazza Ciardi si va sotto il ponte e anzichè proseguire per Piazza Sant'Agostino si gira a destra per immettersi proprio nella via che attraversa il cuore centrale laniero che giunge fino a via Montalese e prosegue per Montemurlo e Pistoia.

Nella foto è rappresentato il traffico negli anni Cinquanta e sono passati 70 anni da quella rappresentazione e il mondo è cambiato con automobili sempre più tecnologiche che non riuscirebbero a passare in quella strettoia e soprattutto il calesse trasportato da un cavallo che attraversa la via senza problemi. Di lontananza si vedono ciclisti e motorette. Cosa ha in comune Filippo Strozzi, nato come Giovan Battista (Firenze, 1489 – 18 dicembre 1538), politico, condottiero e banchiere italiano forse il più importante esponente della famiglia Strozzi nel Rinascimento con la via pratese. Il 1° agosto del 1537 l'esercito degli esuli capeggiato proprio da Filippo Strozzi attaccò nei pressi di Montemurlo l'esercito fiorentino di Cosimo dei Medici che era ben più numeroso e organizzato, grazie anche all'aiuto dato da milizie spagnole, ed ebbe la meglio in maniera schiacciante. Filippo venne catturato e imprigionato nella Fortezza di San Giovanni Battista, conosciuta a Firenze come Fortezza da Basso. Sebbene Filippo sapesse dei suoi figli salvi, prima a Venezia e poi in Francia, la prigionia fu per lui insostenibile, probabilmente segnata anche da torture. Non è chiara la sua fine, se per suicidio o per mano di sicari di Cosimo, in ogni caso Filippo Strozzi morì in carcere il 18 dicembre 1538. Quindi la scelta di intitolare questa via a Filippo Strozzi è ancora una volta legata alla storia rinascimentale e a chi cercava di riprendere possesso dell'area fiorentina e in questo caso l'area vicino a Prato è stata teatro di battaglie per arrivare a conquistare Firenze. Tra l'altro lo Strozzi possedeva una casa anche sul poggio del Maglio in località Vaiano.
Dalla foto si può notare una storica sartoria. Anche adesso in via Strozzi 105/B c'è un laboratorio sartoriale delle sorelle Maria Luisa e Maria Grazia Giusti e l'immagine di Ranfagni potrebbe rappresentare proprio quel luogo di transito che oggi è a senso unico e da Chiesanuova arriva al Serraglio. Proprio l'epigrafe commemorativa del Sacco di Prato, 29 agosto del 1512, quando gli spagnoli entrarono a Prato e misero la città a ferro e fuoco per tre settimane, della breccia al Serraglio è all'inizio di via Strozzi a testimonianza di una via che è sempre stata di passaggio e legata alla storia economica e commerciale della città laniera .

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa