Sicurezza
Per Chiara Bartalini l’intesa coi democratici non è dietro l’angolo
prato
L’intesa col Pd non si è concretizzata alle elezioni amministrative, ma intanto il Movimento 5 Stelle mette in campo Chiara Bartalini come capolista alle elezioni regionali per la città e la provincia, una delle donne “grilline” storiche a Prato e moglie del segretario provinciale del Pd Gabriele Bosi, ma dal quale sembra voler ben differenziare l’approccio politico.
Il tema sul quale punta Bartalini è quello che ormai tutti chiamano “New Deal green”, quasi un mantra che sembra essersi sollevato solo dopo il coronavirus.
«È uno dei punti forti e fondamentali per Prato e l’economia circolare – dice Chiara Bartalini – tutto il settore delle energie rinnovabili lo è per la città. Da qui, dal Recovery fund sul riformare per intero il sistema dell’energia parte una grande sfida per la città e il settore industriale».
Sul tema alleanze, la candidata grillina si tiene distante. «Non giudico né Giani né la Ceccardi, mi interessa la nostra candidata Irene Galletti e il programma. Dire quali siano oggi le probabili alleanze è improbabile, anche se la piattaforma Rousseau ha dato una sua indicazione, ma il tema centrale sono i programmi».
Programmi, si parla di programmi. «La sanità, altro punto importante tanto che è evidente che l’ospedale di Prato è nato sottodimensionato, e la società multiculturale quella che è oggi e sarà domani Prato, questi sono i temi importanti», dice ancora la capolista pentastellata. In lista assieme a Chiara Bartalini per il Movimento 5 Stelle correranno Giancarlo Battisti di Carmignano, Andrea Fossi e Silvia Zipoli di Prato.
Alleanza col Pd più difficile per Carmine Maioirello, capogruppo M5S in consiglio comunale: «Per ora si sono espressi gli iscritti al movimento, ma è tutta da elaborare una convergenza del M5S col Pd. Spero che ci sia anche ampia autonomia dei territori, ogni città o comune diventa una storia a se stante in molti casi. Vediamo».
Vediamo, come a dire “se son rose fioriranno”. «A Prato una convergenza con la maggioranza per ora mi sembra davvero avveniristica», ripete Carmine Maioirello, «abbiamo sempre denunciato disfunzioni e mancanze amministrative anche se – ed è “quell’anche se” che fa pensare – anche se le piste ciclabili fatte recentemente sono nate sotto la spinta e il suggerimento continuo – dice il capogruppo Maioirello – del M5S nella passata legislatura. Un piccolo segnale di ascolto, diciamo c’è stato».
«Non credo che ai cittadini interessino le alleanze. Noi non abbiamo preconcetti sulle compagini politiche, per noi è fondamentale il programma e i risultati che possono arrivare da questo. Intendiamo la politica in questo modo, rivolta ai cittadini» riprende Chiara Bartalini, come se però la politica non fosse da mettere poi sulle gambe delle persone. E, quindi, conti anche la persona e ciò che pensa e che fa. Ma se i protocolli da campagna elettorale impongono distanza, parole più morbide e accattivanti, il tema di una possibile convergenza dei “grillini” sulla linea Pd non è da ritenersi così peregrina. Almeno a livello dei territori.
Anche se Chiara Bartalini precisa, quasi a monito, «mi sembra che con il governo Conte bis, sia il Pd che segue il M5S». La stessa cosa che pensa Matteo Orfini, ex presidente del Partito democratico e proprio questo lo fa infuriare. Strano destino, Gabriele Bosi fino a qualche tempo fa era vicino a Matteo Orfini e a quelli che furono definiti anni fa “i giovani turchi”. —
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