Italia
Era stato fermato dalla polizia l’uomo trovato morto in piazza
Il trentanovenne diceva di essere israeliano ma in realtà era marocchino Potrebbe aver ingerito la cocaina per nasconderla agli agenti prima del controllo
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Era stato fermato dalla polizia e accusato del furto di una bicicletta l’uomo di 39 anni trovato morto nella notte tra domenica e lunedì in piazza Mercatale, a causa dell’ingestione di cocaina. La Questura ha ricostruito la vicenda ieri, aggiungendo particolari che lunedì non erano emersi. Quello più importante, come detto, riguarda il controllo a cui era stato sottoposto il trentanovenne prima della tragica conclusione della nottata.
Nella tarda serata di domenica, spiega dunque la Questura, arriva una chiamata alla centrale operativa da parte di una persona che ha riconosciuto la propria bicicletta, rubata alcuni giorni prima, in piazza Mercatale. In sella alla bicicletta c’è proprio il trentanovenne, che pochi minuti dopo viene fermato da una volante e non sa dare spiegazioni plausibili sul possesso della bici. Per questo viene portato in Questura, identificato e denunciato per ricettazione. Intorno all’una e 45, spiega ancora la Questura il trentanovenne viene rilasciato ma passa poco più di mezz’ora e la polizia (stavolta la squadra mobile) torna di nuovo in piazza Mercatale, dove un’ambulanza sta soccorrendo lo stesso uomo per un’overdose da stupefacenti. In realtà passa meno di mezz’ora, perché l’intervento dell’ambulanza è delle 2,10. Insomma, in meno di mezz’ora il trentanovenne ha avuto il tempo di tornare in piazza, procurarsi la droga (perché si suppone che non ce l’avesse in Questura) ed ingerirne una quantità che sarà letale.
«Dall’attività accertativa espletata in loco – scrive ancora la Questura – è risultato, come riportato da testimonianze raccolte, che lo straniero aveva volontariamente ingerito alcuni minuti prima dell’intervento del 118 e della polizia, una non meglio precisata quantità di sostanza stupefacente, verosimilmente cocaina. Lo straniero, nonostante i ripetuti tentativi di rianimazione effettuati dai sanitari, veniva dichiarato deceduto alle ore 3. 30 circa. La salma veniva posta a disposizione dell’autorità giudiziaria, che disponeva il successivo esame autoptico».
La vittima diceva di chiamarsi David Massise e di essere un cittadino israeliano. In realtà si chiamerebbe Yassine e sarebbe marocchino. Era senza permesso di soggiorno e aveva sempre dato un nome falso quando lo avevano fermato e, almeno in un’occasione, condannato per reati comuni.
Alla luce dei nuovi elementi emersi ieri si può ipotizzare che l’uomo abbia ingerito una o più bustine di cocaina per nasconderla ai poliziotti quando l’hanno fermato sulla bicicletta rubata. Gli involucri potrebbero essersi aperti durante le procedure di identificazione e la conseguenza è stato il malore fatale una volta tornato in libertà. L’autopsia chiarirà la concentrazione di droga nel sangue della vittima. —
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