Sicurezza
Elena, un calcio al precariato: a 52 anni ottiene la cattedra
La maestra che insegna alle elementari di Sant’Ippolito era prima in graduatoria: "Il ritorno a scuola nel mezzo di una pandemia sarà una novità per tutti"
PRATO. L’emozione è talmente grande che ogni timore per il rientro sui banchi con il Covid passa in secondo piano. Il ruolo è sempre il ruolo. È l’agognato posto fisso dopo tanta gavetta, rincorrendo graduatorie ad ogni cambiamento di regole e punteggi. Dopo tredici anni e sette cambiamenti di scuole, la maestra Elena Frosini ha trovato casa all’istituto comprensivo Gandhi. Stavolta è davvero ruolo, quello definitivo. A 52 anni Elena ha dato un calcio alla precarietà e alle supplenze. Era prima nella graduatoria regionale di merito per la provincia di Prato, quella derivante dall’ultimo concorso straordinario del 2018.
«Non potrei immaginarmi in un lavoro diverso da quello della maestra, a contatto con i bambini», confessa raggiante Elena. Che tornerà a insegnare alla primaria D’Amico, a Sant’Ippolito. In questa piccola scuola con cinque classi, lungo la strada che collega Galciana a Montemurlo, Elena si sente a casa. Nell’ultimo anno ha traghettato una classe quinta verso la prima media, a settembre riavvolgerà il nastro dalla prima. E non saranno rose e fiori.
«Il ritorno a scuola nel mezzo di una pandemia è una novità per tutti, anche per noi insegnanti. Bisogna essere consapevoli che non ci saranno più le libertà e abitudini che c’erano prima, almeno per un periodo».
Prima del 2007, anno in cui si è avvicinata al mondo della scuola, Elena lavorava nell’attività di famiglia che aveva tre negozi di pelletteria in centro storico. Quando questi chiusero i battenti, venne il momento di rispolverare dal cassetto il diploma di scuola magistrale mai utilizzato. Iniziarono le prime supplenze, i passaggi da una scuola all’altra: De Andrè, Puddu, Nord, Mascagni, Santa Gonda, Pizzidimonte e infine Gandhi. È qui che due anni fa la maestra Elena ottenne il ruolo provvisorio, in quanto inserita in graduatoria ad esaurimento con riserva. Stavolta la maestra è stata chiamata dalla graduatoria del concorso.
«Avrei potuto scegliere la primaria sotto casa mia ma qui mi trovo bene. Il rapporto con i colleghi è affiatato. Non sono mai stata tanto avvezza alla tecnologia, agli inizi ho fatto fatica con la didattica a distanza necessaria per proseguire con le lezioni durante l’emergenza. Grazie alla collaborazione reciproca, è stato tutto più facile». Fortuna vuole che Elena abbia potuto scegliere il ruolo nel plesso dove aveva già insegnato l’ultimo anno. La nomina in ruolo è avvenuta on line su una piattaforma messa a disposizione dal Ministero.
«Di sicuro meno coinvolgente delle convocazioni in presenza – ironizza – Ma quest’anno è andata così». L’emergenza sanitaria, infatti, ha cancellato il “rito” della chiamata dei docenti per le assunzioni a tempo indeterminato e determinato.
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