Sicurezza
A rilento i test sierologici agli insegnanti: colpa della privacy
Nel primo giorno di esami al Centro Giovannini docenti e bidelli sono stati chiamati per nome, poi in base
all’orario di prenotazione. C’è già una lista di 1.424 persone
PRATO. Doveva presentarsi dieci minuti prima al Centro Giovannini e così ha fatto, con il foglio di prenotazione in mano. Peccato che i dieci minuti prima si siano trasformati in un’ora di ritardo accumulato sulla tabella di marcia. E non certo per colpa sua. «Se avessi creato io un assembramento del genere a scuola avrei avuto sicuramente problemi. Prelievo rapido, organizzazione assente». L’orologio segna le 15.15 quando Alessandro Giorni, ancora per poco preside delle Pier Cironi (è in procinto di trasferirsi a Firenze), lascia il Centro Giovannini. Il dirigente è stato fra i primi a effettuare il test sierologico per il personale scolastico, messo a disposizione dall’Asl Toscana Centro attraverso il portale della Regione (rientroascuola.sanita.toscana.it). E si è ritrovato in mezzo a una ressa inaspettata di docenti e collaboratori scolastici in fila con la mascherina per lo screening volontario.
È il primo giorno dei prelievi, 1.424 quelli prenotati fino al 31 agosto e 192 eseguiti solo nel pomeriggio di ieri (oggi saranno circa 300). L’affollamento nel piazzale del Giovannini si è venuto a creare inizialmente per un disguido legato alla privacy: prima le persone prenotate sono state chiamate per nome e cognome, poi in base all’orario della prenotazione. Da oggi, come fanno sapere dall’Asl Toscana Centro, sarà fornito un numero di chiamata per tutelare la privacy.
Ad attendere con pazienza il proprio turno anche la collaboratrice scolastica Rita D’Angelo. «Sono le 15.30 e stanno facendo l’appuntamento delle 14.25…», lamenta la custode. Parla di «organizzazione caotica» Maria Nardon, maestra a Vaiano. «Prendiamo il lato positivo: il personale del mondo della scuola sta rispondendo bene all’appello. È importante iniziare l’anno scolastico in sicurezza, a costo di fare test con cadenza periodica. Serve responsabilità da parte nostra, anche per far stare tranquilli i genitori: quest’anno avrò i piccoli di prima elementare». A sottolineare l’importanza di un’indagine sierologica sul territorio, sia pure ristretta alla categoria del personale scolastico, è Emanuele Bresci, insegnante alla primaria Marcocci. «Serve a sapere quanto è circolato il virus. Ben venga ogni strumento che possa contribuire a una ripartenza in sicurezza». L’esito del test è disponibile sul proprio fascicolo sanitario elettronico. Che non tutti hanno attivato. Ben si capisce come una domanda in più abbia potuto intasare gli accessi. Dall’Asl Toscana Centro fanno sapere che le procedure sono state molteplici: alcuni docenti, ad esempio, non avevano il domicilio sanitario in città. Undici le postazioni per il prelievo: sette a piano terra e quattro al primo. Va detto che la difficoltà a eseguire i test negli ambulatori dei medici di famiglia ha favorito la convergenza del personale scolastico nell’unico presidio disponibile sul territorio, il Giovannini.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
