Toscana
Spedizione punitiva, negato al consigliere l'accesso agli atti. L'assessore: "Sono coperti da segreto"
La protesta di Marco Curcio (Lega): "Ho chiesto invano la relazione della polizia municipale sull’intervento in via Settesoldi. Un “no” a me è un “no” a tutti i cittadini". La replica di Flora Leoni: "Quando ci sono indagini in corso certi documenti non possono essere forniti"
PRATO. Il consigliere comunale della Lega Marco Curcio si è visto negare l’accesso alla relazione di servizio della pattuglia della polizia municipale che la sera del 1° agosto intervenne per prima in via Settesoldi, teatro di una spedizione punitiva di un gruppo di giovani contro il buttafuori del locale Pinchos, “colpevole” insieme ai titolari di aver negato una bevuta a due giovani sospetti. Un diniego inspiegabile, secondo Curcio, che ora presenterà un’interrogazione all’assessore competente, Flora Leoni.
«Nel mio ruolo di consigliere comunale - spiega Curcio - ho tentato di ricostruire la vicenda presentando una “richiesta di accesso” alle relazioni prodotte dagli agenti della polizia municipale. Purtroppo la mia richiesta ha visto l’inspiegabile diniego con risposta generica, da parte del comandante della Polizia municipale, Maccioni. Ho deciso dunque di presentare una interrogazione all’assessore competente, Leoni, che avrà modo di rispondermi, coi dovuti dettagli di una risposta che si formula a un consigliere».
«È un mio diritto - prosegue Curcio - ma anche un mio dovere controllare l’operato e l’efficacia della polizia municipale, così come di tutti gli altri enti i uffici comunali, essere informato fa parte del mio ruolo di consigliere. Un “no” detto a un consigliere comunale ad una richiesta di informazioni è un “no” a tutti i cittadini che rappresenta nell’istituzione locale. Su quest’aspetto per altro, ho chiesto l’intervento anche del segretario generale e mi riservo d’interpellare anche il prefetto, considerato che in più occasioni ho riscontrato una certa rigidità nel fornirmi dati ed informazioni, che visto il loro carattere e visto che mi sono indispensabili nell’esercizio delle mie funzioni di consigliere comunale, mi appaiono inspiegabili».
«Inoltre - aggiunge Curcio - nella vicenda di via Settesoldi va chiarito come e perché la pattuglia di polizia municipale intervenuta per prima nei disordini, si sia poi allontanata: a che ora è andata via? Dove è andata? Perché è andata via? Per svolgere quale servizio più urgente? Domande alle quali una relazione di servizio o qualunque risposta formulata da un organo competente avrebbe forse dato risposta, soddisfacendo ogni legittima curiosità, senza far sorgere alcun dubbio... Ho inoltre presentato una mozione che impegna il Comune a installare una o più videocamere proprio in via Settesoldi, per assicurare la videosorveglianza della strada. Poiché, come hanno evidenziano anche le indagini sulla precedente rissa di febbraio, è grazie ai filmati - in quell’occasione fatti con i telefonini - che i Carabinieri hanno identificato e denunciato 10 ragazzi, mentre sul posto, la sera stessa, erano riusciti solo a fermarne uno, Inoltre la videosorveglianza della strada fungerebbe anche da deterrente, garantendo la sicurezza ai ragazzi ed ai gestori dei locali».
La replica dell'assessore. "L'accesso agli atti richiesto dal consigliere Curcio è stato negato per un semplice motivo, perché ci sono indagini in corso - replica l'assessore Flora Leoni - Curcio dovrebbe saperlo bene. Quando ci sono indagini in corso, ai sensi dell'articolo 329 del Codice di procedura penale, non si possono fornire documenti finiti nel fascicolo delle indagini. Sono atti secretati. E dunque ha fatto bene il comandante della polizia municipale a non fornirli. Quanto alle telecamere da installare in via Settesoldi, erano stati gli stessi esercenti a chiederle".
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