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Prato

LA RIPARTENZA 

Scuola, in provincia di Prato autorizzate 333 assunzioni a tempo indeterminato

Maria Lardara
Scuola, in provincia di Prato autorizzate 333 assunzioni a tempo indeterminato

129 sono destinate alla primaria, 57 al sostegno nelle medie superiori. 36mila gli studenti, 600 in più del 2019

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PRATO

L’ansia e la tensione sui visi dei docenti durante le convocazioni dell’ultimo scorcio di agosto sono solo un ricordo. Gli auditorium degli istituti affollati, i nomi degli insegnanti chiamati uno a uno per la firma del contratto con vere e proprie maratone che arrivavano fino a sera.

Il Covid-19 ha modificato tante procedure, anche quelle per le immissioni in ruolo. Complice l’emergenza sanitaria, quest’anno si fa diversamente: l’assegnazione delle cattedre si sta svolgendo on line in questi giorni su una piattaforma messa a disposizione dal Ministero.

Che per la realtà di Prato, nell’annus horribilis del coronavirus, ha autorizzato 333 assunzioni a tempo indeterminato in vista di settembre: il contingente di posti più massiccio è riservato alla primaria con 129 immissioni in ruolo e al sostegno nelle scuole superiori, per il quale sono previste 57 assunzioni da graduatoria di merito (quelle da concorso) visto che le Gae (graduatorie ad esaurimento) sono in pratica esaurite sia per la secondaria di primo e secondo grado.

Graduatorie vuote anche per il sostegno alla materna e alla primaria, dove le assunzioni autorizzate sono 53 a fronte di un solo aspirante.

Significa che non si troveranno insegnanti specializzati in grado di salire su quelle cattedre e che i posti vacanti andranno certamente a supplenti con buona pace della continuità didattica.

Il male assoluto della scuola italiana, la “supplentite”, resta una ferita lenta da rimarginare. Oltretutto l’area di Prato sconta un gap storico di 50 docenti sull’organico di diritto a causa di un errore burocratico che si è accumulato nel corso degli anni.

Inevitabile il sottodimensionamento che si trascina da tempo la nostra provincia mentre il 14 settembre la campanella suonerà per circa 36mila studenti pratesi (dalla materna alle superiori), 600 in più rispetto all’anno scorso.

«I ruoli vengono autorizzati in base alla copertura economica, non sempre corrispondono ai posti effettivamente vacanti – ricorda Daniela Scarlata, segretaria aggiunta della Cisl Scuola di Prato e Firenze – Soprattutto quelli per il sostegno sono tantissimi».

Autorizzate 21 cattedre per l’insegnamento di matematica alle superiori anche se – è risaputo – i prof in questa materia non si trovano. Come dire che domanda e offerta non sempre s’incrociano nel mondo della scuola.

Un altro dilemma è la tempistica ristretta a ridosso di Ferragosto: ai candidati inseriti in graduatoria di merito e in quella a esaurimento (sono i due canali per assumere) sono stati dati tre giorni per la scelta della provincia dove insegnare ma c’è chi è rimasto fuori dalle convocazioni on line e gli verrà dunque assegnata la provincia di ufficio.

Ma la vera grana dovrà ancora esplodere prima del rientro sui banchi. Preoccupa soprattutto l’aggiornamento delle graduatorie provinciali da cui saranno attinti gli incarichi per le supplenze annuali. Il rischio paventato dal sindacato è che l’ufficio scolastico possa validare d’ufficio i nominativi pubblicando le graduatorie così come sono per gli inizi di settembre, sempre a causa dei tempi ristretti.

«Emerge un certo pressapochismo con cui la ministra Azzolina affida compiti e scadenze – rileva la Cisl – senza rendersi conto delle mole di lavoro che certe pratiche richiedono». –



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