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A fine mese chiude Migrana storico forziere di sapori

Vezio trifoni
A fine mese chiude Migrana storico forziere di sapori

Uno dei titolari: «Non abbiamo trovato chi potesse prendere il testimone e ora è arrivato il momento di smettere dopo oltre quarant’anni di lavoro» 

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La notizia è rimbalzata in diversi luoghi e purtroppo per la storia delle botteghe storiche pratesi è stata confermata. “Migrana”, storico di formaggi, salumi e prosciutti in via Firenzuola, angolo Piazza del Duomo, detta anche “Via del Pesce” a fine mese, chiuderà. Migrana, che in spagnolo vuol dire emicrania, mal di testa perché quando i clienti sceglievano le prelibatezze sul banco dei due titolari, Valerio e Paolo, possiamo dire che perdevano la testa e anche se venivano da fuori Prato tornavano per riassaporare prodotti di prima qualità. L’apertura dell’attività era legata a negozi specializzati in formaggi italiani ed esteri. Nel dicembre del ’58 Arturo Camellini, fondatore dei negozi, aprì a Prato e poi a Firenze. Nel 1994 il passaggio agli attuali proprietari, Valerio Monzali e Paolo Chiavacci, che erano dipendenti: all’epoca erano ben otto i banconieri. Oltre ai formaggi venivano venduti salumi e pasta fresca. Inizialmente il negozio faceva parte di una catena specializzata nella vendita di formaggi e salumi. In particolare del Parmigiano Reggiano. All’interno si può trovare di tutto, ma quello che colpisce all’impatto è la parete con diversi prosciutti di differenti varietà. Durante il lockdown i negozi di prossimità sono tornati punti di riferimento, ma nonostante questo i due titolari hanno deciso di interrompere l’attività perché non hanno trovato chi poteva subentrare a loro.

«Purtropo abbasseremo definitivamente la saracinesca il 29 agosto – spiega uno dei titolari, Paolo Chiavacci – Il problema è stato il ricambio generazionale. Quando siamo subentrati avevamo anche dei dipendenti, poi ci sono state la crisi del tessile e la pedonalizzazione e non siamo riusciti a trovare un ricambio. Abbiamo continuato per alcuni anni dopo aver raggiunto l’età pensionabile, ma ora è il momento di smettere dopo oltre 40 anni di lavoro».

«Mi ricordo quando ero bambino – spiega Stefano Menici, che abitava proprio in via del Pesce –: andavamo prima dal macellaio e poi dal Migrana a prendere i formaggi e i salumi, ma c’erano anche l’arrotino e il pollaio. È cambiato tutto e sapere che non potremo più andare a prendere il Parmigiano Reggiano doc in via Firenzuola è un dispiacere. Senza contare che i salumi sono di prima qualità. Il ricordo è legato alla mia famiglia e a una Prato che non c’è più».

Chi conosce bene i negozi storici pratesi, che purtroppo piano piano stanno scomparendo, è Urano Corsi: «Mi ricordo che andavo da Valerio e Paolo a prendere la sbriciolona per le feste – dice Corsi – una finocchiona talmente gustosa che si scioglieva tra la lingua e il palato. In quel negozio conoscevano i gusti di tutti i clienti e mi sembrava di tornare indietro nel tempo. La mettevo sul pane e poi giravamo l’angolo in Piazza del Duomo per mangiare questa delizia lungo le vie del centro». –



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