Il Tirreno

Prato

I donatori di sangue snobbano l’esame

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C’è chi non si fida dell’esito, vista la grande quantità di falsi negativi e falsi positivi.

C’è chi è terrorizzato dalla quarantena perché magari è un lavoratore autonomo e non può stare a casa ad aspettare il tampone in caso di positività. Per qualcuno, invece, magari è meglio non sapere e non rovinarsi le vacanze.

Così, nelle prime due settimane di agosto 341 pratesi si sono recati a donare sangue e plasma al centro trasfusionale dell’ospedale Santo Stefano. Un gesto di grande valore civico in tutta sicurezza: mancano evidenze scientifiche, del resto, sul contagio attraverso il sangue.

Al donatore viene generalmente data la possibilità di eseguire il test sierologico gratuito che serve a individuare anche le persone entrate in contatto con il Covid-19 e hanno sviluppato anticorpi. Su 341 donatori, soltanto 37 hanno chiesto di effettuare il test: per tutti l’esito è stato negativo.

Tra loro, anche una nostra lettrice che chiede di rimanere anonima e che racconta di essere stata “dissuasa” dall’effettuare il test prima della donazione avvenuta agli inizi di agosto.

«Lo racconto solo adesso perché la curva dei contagi sta risalendo», racconta la ragazza al Tirreno. Ma al centro trasfusionale del Santo Stefano non risultano anomalie nell’offerta del sierologico ai donatori. —

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